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Yuji Agematsu: Ikebana Urbano

28.03.2019 | By PAOLO BOCCHI

Yuji Agematsu riesce a trovare la poesia nei detriti; Yuji Agematsu è il poeta degli scarti:
Yuji Agematsu racconta la storia di una città, New York City, grazie a una sorta di Ikebana Urbana fatta di elastici, piume, carte di caramelle, tappi di bottiglia, etichette, scontrini, unghie di plastica, cotton-fioc…e molto altro.

Le opere d’arte di Yuji Agematsu sono la rappresentazione di ciò che può succedere di meraviglioso quando due culture si fondono fra loro. Yuji Agematsu, artista, Japan-born e Brooklyn-based, è classe 1956. È nato a Kanagawa, prima che gli Stati Uniti pensassero di erigere muri, muraglie o fili spinati fra loro e il resto del mondo. La stessa migrazione di Agematsu è, di per sé stessa, un’opera d’arte: il gesto di pace di chi ha subìto un bombardamento nucleare, e decide di dimenticare e perdonare il paese “bombardante”,
a favore di un progetto artistico a lungo termine. Un progetto artistico che mette insieme la raffinata estetica minimalista della cultura giapponese e la rappresentazione warholiana del consumismo a stelle&strisce.

Yuji Agematsu riesce a trovare la poesia nei detriti; Yuji Agematsu è il poeta degli scarti:
Agematsu recupera quello che una città intera getta a terra, ridando al tutto nuova vita, grazie alla sua geniale e unica visione del mondo, e delle cose.
Ecco come immaginiamo si svolga la giornata tipo di un uomo come Yuji: sveglia al mattino presto, saluto al sole, là dove è possibile, all’interno della grande mela; borsa capace, blocco per appunti, penna, pinzette di varie dimensioni, buste di plastica sigillate; scelta di una zona di New York, passeggiata a occhi bassi nelle strade dell’area selezionata, grande attenzione a ciò che giace su “sidewalks&streets”, raccolta degli oggetti più interessanti, attenzione a forme e colori, catalogazione del “raccolto” indicando orario-incrocio-tipo di ritrovamento, ritorno a casa, precisa e rigorosa archiviazione del materiale ricavato dalla giornata di ricerca.

Quello che segue è un processo mentale, operato da Agematsu, che vede Tokyo sposare New York, in un rito celebrato a metà strada fra “ratio” e “caos”.
L’estetica minimalista “ikebana” incontra la sporcizia “urbana”, dando vita a una forma d’arte mai vista prima: opere d’arte formato “bonsai” in cui si possono leggere,
e in cui vengono rappresentati, infiniti mondi, infiniti collegamenti, infiniti accostamenti.
Nascono così sculture, che sono miniature, che sono atmosfere.

Yuji Agematsu, con il suo lavoro a cavallo fra “l’archivista metodico” e il “lampo del puro artista”, racconta la storia di una città, New York City, grazie a “still lives” i cui “ingredienti” sono raccolti agli angoli della metropoli, per essere poi disposti ed esposti, in micro-scala, sotto forma elegante. Si tratta di oggetti persi, abbandonati, buttati: elastici, piume, carte di caramelle, tappi di bottiglia, etichette, scontrini, unghie di plastica, matite, corde, rami, capelli, frammenti di tessuto, cotton-fioc- zampe di gallina, cavi elettrici, fazzoletti di carta, chewing gum, ecc.

Tutto si presta a diventare materiale utile per minuscole sculture, racchiuse nel cellophane trasparente dei pacchetti di sigarette; sculture che esprimono, con le loro linee e i loro colori, la storicità del gusto estetico giapponese e la storicità del veloce consumismo newyorkese.

Probabilmente nemmeno lo stesso Agematsu pensava, quando decise di trasferirsi a New York, nel 1980, che la sua vita avrebbe preso questo tipo di piega, artistica&archivistica.
Del resto, non è tutto successo in fretta. Anzi.
Occorsero ben 13 anni perché Yuji Agematsu avesse l’opportunità e la vetrina giusta per poter esibire quel che aveva da dire. Il suo primo show si tenne nel 1993: TZ’Art&Co. E passarono altri vent’anni prima di avere la soddisfazione di un “solo-show” a New York City: Real Fine Arts, Brooklyn, 2012.
Fu in quel momento che gli oggetti raccolti, accumulati, schedati e archiviati da Yuji Agematsu nel corso degli anni trovarono, finalmente, la via giusta per essere mostrati
a un pubblico.

Minimalismo e Materialismo, Giappone e Stati Uniti, Tokyo e New York, Resina e Rifiuti; in poche parole, Yuji Agematsu è il maestro Zen di una forma d’arte che oggi potremmo definire, senza sbagliare, Ikebana Urbano. Il passo dopo l’Okimono.