Culture

#youall con Christine Blasey Ford?

01.10.2018

È una situazione difficile in cui trovarsi quando sei candidato alla Corte Suprema e vieni accusato di violenza sessuale. Facciamo un gioco per descrivere la gravità che questa situazione rappresenta per Brett Kavanaugh. Sarebbe come se il Presidente degli Stati Uniti venisse smascherato di aver pilotato le elezioni, o essere il Papa ed essere coinvolto in qualche scandalo legato ad atti pedofili.

Cose davvero brutte, molto.

La questione legata alle accuse di violenza sessuale della dottoressa Christine Blasey Ford nei confronti del candidato alla Corte Suprema ha generato un gran fermento su internet. Giovedì la Senate Judiciary Committee ha interrogato la ‘coppia’ durante un’udienza pubblica. Tra le sue accuse, la dott.ssa Christine Blasey Ford ha dichiarato:

Sono qui oggi non perché io lo voglia. Sono terrorizzata. Sono qui perché credo che sia mio dovere civico dirvi cosa mi è successo quando Brett Kavanaugh e io eravamo alle superiori.

Dopo questa testimonianza, il buzz su Internet si è diviso, con correnti di pensiero che accusano la dottoressa Ford di star usando questo caso per i propri scopi.

Quali scopi? Non ci è chiaro. È professoressa di psicologia e ricercatrice presso la Stanford University School of Medicine. Una delle ‘correnti di pensiero’ vede il suo lavoro sull’abuso di minori o l’identità sessuale legato a questo caso. Improbabile.

L’Internet, ovvero le persone come voi e noi, si chiede perché questa persona abbia parlato adesso, a decenni di distanza dai presunti eventi. Sebbene dalle accuse della Dr.ssa Ford ci sia chiaro perché (sentiva fosse un suo dovere di brava cittadina evitare che un ‘uomo cattivo’ possa ricoprire un ruolo così alto), il fatto di ‘ricordare’ eventi traumatici come la violenza sessuale anni dopo il loro presunto accadimento si sta trasformando in un boomerang #meetoo.

Più le donne parlano, ora, più viene messo in discussione ciò che affermano e la loro scelta di parlare adesso. Facciamo un passo indietro e scegliamo uno degli altri ipotetici ‘casi difficili’ legati all’essere una figura pubblica e venir coinvolti in un caso di violenza sessuale: l’arcivescovo pedofilo (anche un prete potrebbe andare bene). I casi di pedofilia all’interno della Chiesa cattolica sono stati recentemente definiti ‘endemici’; sulla BBC leggiamo che in Australia ‘solo’ “decine di migliaia di bambini sono stati abusati sessualmente nelle istituzioni australiane per decenni, tra chiese, scuole e club sportivi”.

Il punto è, pensate che tutti quei bambini siano andati a casa quel giorno e abbiano detto ai loro genitori cosa fosse successo?

La dottoressa Ford aveva 15 anni quando è successo ‘il fatto’..

Le implicazioni nel raccontare una storia del genere sarebbero probabilmente state peggiori dell’evento traumatico stesso.

Tra le sue accuse la dottoressa Ford ha dichiarato:

La violenza subita da Brett ha drasticamente cambiato la mia vita. Per molto tempo, avevo troppa paura e vergogna di condividere i dettagli con qualcuno. Non volevo dire ai miei genitori che io, all’età di 15 anni, ero in una casa, senza genitori presenti, a bere birra con dei ragazzi. Ho provato a convincermi che, poiché Brett non mi ha violentata, sarei dovuta riuscire ad andare avanti e far finta che non fosse successo nulla… Non ho mai raccontato i dettagli a nessuno fino a maggio 2012, durante una sessione di counselling di coppia. La ragione per cui ne ho parlato durante la sessione di counselling è legata al fatto che io e mio marito avevamo finito di ristrutturare casa nostra, e io ho insistito per una seconda porta d’ingresso, un’idea con cui lui e altri non concordavano e che non potevano capire. Spiegando perché volevo avere una seconda porta d’ingresso, ho descritto la violenza nei suoi dettagli.

L’altra questione legata a questo caso è ‘cosa’ sia realmente accaduto.

Fox News è stata chiara su come dovrebbe essere interpretato questo caso:

E’ stata ben lontana dall’essere stata stuprata. Non ha neanche dichiarato che ci fossero parti del corpo esposte.

Prendiamo quindi in considerazione che lei non sia stata effettivamente violentata. E’ stata ‘solo’ molestata e siccome è riuscita a fuggire, non è successo nient’altro, la storia non conta. Ora, diciamo che veniate a sapere che vostro figlio, il vostro migliore amico, vostro fratello o marito ha fatto una cosa del genere a  una donna ad un altro essere umano, quale sarebbe la vostra reazione?

Vero o no, perché o perché no, #meetoo o #younot, questa storia ha anche un’altra utilità oltre a fermare un uomo che sta raggiungendo la vetta della sua carriera?