Style

Siamo tutte principesse! Il ritorno della tiara

24.04.2019 | By PAOLO BOCCHI

È ufficiale: torna la tiara. Da Chiara Ferragni a Adwoa Aboah, le nuove regine tornano a indossare questo dimenticato gioiello-oggetto, che vive così una nuova stagione di successo.

È Tiara-Time, dunque, sia nella versione “principesca” che in quella, più attuale, “destrutturata”.

 

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From D360's Closet

Chi può indossare una tiara, oggi?
Ma anche: chi può permettersi di acquistare una tiara, oggi?
E soprattutto, perché una tiara, oggi?
Le ragioni sono diverse.
La certezza, invece, è una sola: l’indiscutibile ritorno della tiara.
Indossata in passerella, in occasioni principesche, in balli da debuttanti; ma anche nella vita di tutti i giorni, per motivi di lavoro, per una serata fra amici, o più semplicemente, camminando per le strade di città da sempre abituate all’eleganza e allo stile: New York, Parigi, Milano.
Tiara in testa, dunque. Tiara non più vista come oggetto “show-off”, o perlomeno non soltanto. Tiara invece acquistata come “oggetto di design”, da esibire in quanto “nuova tendenza” che unisce il gioiello al design, seguendo nuove formule espressive. Creando così, di conseguenza, nuovi alfabeti comunicativi nel linguaggio fashion. Tiara non più come esclusivo oggetto creato per la soddisfazione di esigenti regine; piuttosto tiara indossata con nonchalance dalle nuove regine dei nostri tempi: Chiara Ferragni, Adwoa Aboah, Greta Bellamacina, Kelly Osbourne, Amandla Stenberg.

 

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Ecco quindi che l’oggetto che Napoleone decise di regalare alla sua Josephine, ricordando nella forma simboli di potere provenienti dall’antica Grecia o dalla Roma di Cesare (la sua corona d’alloro), cambia pelle, rimanendo sempre la stessa. E sopravvivendo a un lungo periodo di “crisi”, che l’aveva vista essere messa al bando, da più parti, da molte classi sociali.

Rimanendo per un attimo ancora in terra di Francia, è utile ricordare come la Rivoluzione Francese fece cadere molte teste, e molte tiare. La tiara rischiò addirittura l’estinzione, durante i periodi a cavallo delle due guerre mondiali (e le successive depressioni economiche)

e anche a causa di alcuni “diktat” di moda nel “mondo-moda” in alcuni recenti decenni.

E invece, eccola qua.

Più viva che mai!

La domanda per questo oggetto ritenuto “impopolare” sta crescendo, sempre più.

 

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Se si pensa che una tiara oggi può costare dai 300.000 euro al milione e passa, è anche vero che l’oggetto di design chiamato tiara viene oggi realizzato seguendo dettami architettonici de-costruttivisti. Una tiara, oggi, viene studiata, spesso, come “accorpamento” di girocollo, spilla, bracciale; insieme, questi pezzi, vengono indossati come tiara, separati, tornano ai loro compiti individuali. Eccoci di fronte a una ottimizzazione della “spesa”, cosa non trascurabile, e parecchio intelligente: massimizzare, diversificando, l’uso dell’investimento.

 

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La tiara viene realizzata completamente a mano, e la sua realizzazione può prevedere una durata di quasi due anni, a seconda delle difficoltà e delle esigenze del-la cliente.

La clientela partecipa attivamente al “disegno” e al “progetto” sin dall’inizio.

Una tiara è un insieme personalizzato di desideri, colori, pietre; un insieme che dà vita a un qualcosa che non è solo gioiello, non è solo oggetto di design, e non è solo una reminescenza storica.

Una tiara è un simbolo.

Di cosa, lo decide chi la indossa.

Del resto, siamo tutte principesse.

O no?

 

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