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Tomás Saraceno: l’uomo ragno che mixa arte e scienza

09.11.2018 | By PAOLO BOCCHI

“On Air” è il titolo della mostra in corso al Palais de Tokyo di Tomàs Saraceno.
Tomàs Saraceno è un artista “sui generis”. Ama miscelare, fondere, unire la fredda scienza
e l’arte visionaria, ottenendo risultati decisamente “fuori dagli schemi”.
Anzi, nel caso di Tomàs, più che di schemi, sarebbe meglio parlare di ragnatele. E ragni.
Ecco perché…!”

 

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Chi ha avuto la fortuna di incontrare l’opera di Tomàs Saraceno nel corso della Biennale
di Venezia datata 2009, sa esattamente di cosa si occupa questo artista argentino, nato a Buenos Aires nel 1973, da una mamma e un papà entrambi scienziati.
Per chi ancora non lo conoscesse, e non conoscesse dunque l’àmbito lavorativo di questo straordinario artista, al Palais de Tokyo di Parigi, dal 17 Ottobre 2018 al 6 Gennaio 2019,
è in corso una sua mostra, titolata “On Air”; potrebbe essere l’occasione giusta per mettersi in contatto con l’arte di Saraceno, arte che regala, sempre e comunque, un ricordo spettacolare, che resta ben impresso in testa.
Tomàs Saraceno è il tipo di artista che riesce a unire due mondi che solitamente collidono, amando scontrarsi più che incontrarsi: arte e scienza.
Tomàs fonde la percezione artistica dell’uomo contemporaneo, proiettato nel futuro,
con la fredda scienza, anch’essa, da tempo, portata a esplorare il futuro prossimo venturo.
L’esempio concreto del lavoro di Tomàs è dato proprio dalle due mostre di cui abbiamo accennato poco sopra.

“Galaxies Forming Among Filaments, Like Droplets Along the Strands of a Spider’s Web”

è il difficile titolo della mostra che Saraceno presentò alla Biennale di Venezia, nove anni fa.

Una grande sala bianca, attraversata da spessi ed elastici fili neri, che mostravano, al contempo, la rappresentazione, in scala ingrandita, “umana”, di una tela di ragno, e,

in scala “ridotta, umana, la rappresentazione tridimensionale del primordiale “Big-Bang”.

La sala era completamente attraversata da questi incroci filamentosi, e i visitatori dovevano giocoforza interagire con la struttura-ragnatela creata da Saraceno, diventando così, allo stesso tempo, ragni che filano una propria tela, insetti caduti in trappola, e spettatori in prima fila dell’esplosione più importante e famosa; quella che diede vita al nostro “tutto”:

il Big-Bang.

Un’esperienza da vivere in prima persona: straniante, corporea, mentale.

Essere allo stesso tempo “Ragni”, “Dio” e “Caos” obbligava, in quella stanza,

a profonde ri-flessioni: filosofiche e fisiche.

Obbligava alla creazione di un dialogo, nuovo.

Questa, in fondo, è la missione di Tomàs Saraceno.

“It’s very urgent to diversify the dialogue. We have the arrogance of thinking humans are the most succesful species, and we keep decoupling from the rest of the world”

(“Diversificare il dialogo è una questione urgente. Abbiamo l’arroganza di pensare che gli esseri umani siano la specie di maggior successo, e continuiamo a separarci dal resto del mondo.”)

Queste le sue parole.
Non a caso, anche l’esposizione visitabile al Palais de Tokyo, vede come protagonisti i ragni.
90 strutture in carbonio ospitano 90 ragni di differenti specie. Ognuno di loro ha creato, recentemente, nell’atelier-laboratorio berlinese di Tomàs, una sua propria ragnatela. Definendo un suo territorio. Ora, a Parigi, negli spazi del Palais, ogni ragno, ogni ragnatela, ogni marcato territorio, verrà a contatto con gli altri. E con il pubblico.
Calore. Vibrazioni. Aria. Umidità. Suoni.
Cosa succederà? Come interagiranno fra loro, i 90 ragni, quando si troveranno di fronte, accanto, o sopra di loro, altri ragni e altre ragnatele? Come comunicheranno fra loro?
Come funzioneranno le intersezioni fra loro? Le ragna-tele si mischieranno? Come reagirà un ragno di fronte a una “tela” che non è la sua? Cosa penserà quando capirà che quei filamenti non sono suoi, ma appartengono a un’altra “galassia”?
Tomàs, non si è fermato qui, come complessità di progetto.
Anzi.
Ha chiesto ai suoi collaboratori di fare un sopralluogo presso i locali del Palais de Tokyo.
E di catalogare e numerare le specie di ragni che già vivono negli spazi del museo.
Il risultato è stato che ben 450 specie di ragni vivono attualmente negli angoli del Palais.
Tomàs si augura, e spera vivamente, che almeno qualcuna di queste 450 specie “resident” voglia prendere parte all’evento, partecipando attivamente alla mostra.
A Parigi, da Ottobre a Gennaio, si apre dunque il tempo del dialogo.
Non solo fra ragni.
E non solo a Parigi.
Si spera.