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Sophie: musica per polpi

25.03.2019 | By PAOLO BOCCHI

“Sophie è la voce nuova, in arrivo da Los Angeles. Sophie è producer, cantante e deejay.
Sophie è qualcosa di assolutamente nuovo. Per avvicinarsi a Sophie, non basta un cervello umano: ne occorre uno da polpo. Parola di cefalopode”

Sophie è una porta spalancata sul futuro che verrà.
Le sue musiche, i suoi ritmi, gli scenari che si aprono al suo ascolto,
provengono da un altrove che Sophie esplora, e mette in musica, da sempre;
un altrove che Sophie conosce, e che per noi è ancora, invece, “il domani che sarà”.
Quando Sophie pensa al suono di un pianoforte da inserire in un suo brano,
pensa a un piano suonato sulla luna, in assenza di gravità. Quando Sophie decide di programmare un ritmo, lo fa pensando agli Autechre versione “3001 Odissea nello Spazio”. Quando Sophie canta, incanta.
Per ascoltare la sua musica, per ballare i suoi beats, per guardare i suoi video,
e per assistere ai suoi “live”, occorre avere, senza dubbio alcuno, un cervello da polpo.

 

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“L’espansione di una famiglia di geni che regolano le interazioni a breve distanza tra neuroni ha guidato lo sviluppo del sistema nervoso del polpo, dotando questo cefalopode di un’intelligenza senza pari tra gli invertebrati” 

Sophie, nata Samuel Long il 17 Settembre del 1986 a Glasgow, Scozia, è produttrice discografica, cantante e deejay. Ha prodotto brani per Madonna, Charli XCX, Vince Staples
e Kendrick Lamar. Del suo essere “trans woman” ama dire che lo è grazie al fatto che il modello di famiglia tradizionale, e le relative strutture di controllo, sono, fortunatamente, scomparse. Sophie dice di amare il fatto di avere, contemporaneamente, le parti maschili e femminili della sua anatomia umana. La sua musica pop, è pop “al futuro”.

“Il polpo è un animale peculiare, con una fisiologia e un comportamento per molti aspetti più simile a quello dei vertebrati che a quello degli invertebrati, di cui fa parte. A stupire è soprattutto il suo complesso cervello, che fa del polpo il più intelligente degli invertebrati,
con evolute capacità di “problem solving” e di apprendimento”

 

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Il disco appena uscito di Sophie si intitola “Oil of Every Pearl’s Un-Insides”. L’ascolto
necessita capacità non comuni. Sophie dice di rifarsi a miti come Madonna, Bowie e Prince.
Il risultato in musica è però parecchio più complesso e urticante dei suoi famosi ispiratori.
In generale, la musica di Sophie non è di certo easy listening. Nel suo video Ponyboy abbiamo il primo esempio: ritmi duri, sirene, sapore di asfalto berlinese anni 80, tre girls a danzare in ginocchio, gèmiti diffusi, pose da sexyafterparty. A seguire, è fondamentale dare un occhio al video di Faceshopping, probabilmente il più disturbante e il più riuscito video,
e il migliore brano musicale di Sophie, “so far”. La triade dei video must see termina con It’s ok to Cry, il video con il quale Sophie ha deciso di mostrare il suo volto e il suo corpo al mondo, per la prima volta “ever”. Un video e un brano romanticamente delicato;
una carezza.

“Quello del polpo è un genoma normale d’invertebrato, ma ha sperimentato un riarrangiamento totale, come se i geni fossero stati messi in un frullatore. Ciò significa che i geni sono stati posti in nuovi ambienti genomici, in cui si trovano fattori di regolazione diversi”

Sophie vive ora a Los Angeles. Illumina spesso le valli della città degli angeli con dj-set improvvisati durante i quali fa le prove generali dei suoi live-set che verranno. Spesso, la notte degli angeli californiani, viene interrotta bruscamente dalle “note musicali” dei pezzi “in divenire” di Sophie: ritmi duri, synth a manetta, volume a palla, voci prima allarmate e poi d’incanto innamorate. Accanto a lei gironzolano personaggi vari: David LaChapelle, Pee Girl, Eric Wrenn, Jay-Z: l’oggi e il dopodomani si mescolano, non solo musicalmente, in L.A.

“Benché mammiferi e uccelli siano unanimemente considerati le creature più intelligenti, si va imponendo una diversa, sorprendente, evidenza: da un ramo dell’albero della vita assai distante dal nostro è nata una forma di intelligenza superiore, i cefalopodi – ossia calamari, seppie e soprattutto polpi” – Peter Godfrey-Smith