TheSign

Skull

30.01.2018 | By PAOLO BOCCHI

Il teschio, solitamente, non è un oggetto molto gradito. Richiama momenti estremi della nostra esistenza. Eppure, da qualche tempo, pare che il teschio sia diventato un “segno” da esibire, con orgoglio. Vediamo da dove potrebbe essere nata questa moda. Passeggera?

Vessel for containing poison. Diciamo che questo disegno del 1875 unisce perfettamente forma e funzione. Recipiente per veleno. La forma del teschio esprime, senza ombra di dubbio, i possibili pericoli del contenuto. Il profilo, se possibile, accentua un’immagine al contempo disarmante e informativa. È qualcosa in netto anticipo sui tempi. E sulle mode.

Sembra la realizzazione pratica e tridimensionale del disegno visto qui sopra e datato 1875. Si tratta di una bottiglia di Crystal Head Vodka. È dei nostri tempi. E rappresenta la vita, al contrario di ciò che si potrebbe credere. Il riferimento è una leggenda che narra di 13 teschi di cristallo spersi nel mondo, simboli di potere e illuminazione spirituale…

Il teschio di Damien Hirst, esposto. For the Love of God, il titolo dell’opera del genio inglese.
È un lavoro creato dall’artista nel 2007. Un teschio umano. Denti compresi. 8601 diamanti. Uno dei quali è un diamante rosa a forma di goccia. L’effetto che fa, è ben descritto dallo sguardo della signora…

Partendo da un disegno del 1875 per un contenitore di veleno si passa a un contenitore di vodka dallo stesso aspetto esteriore per poi entrare in un museo e godere della vista di un’opera d’arte a forma di teschio rivestita di luccicanti diamanti e si arriva infine al teschio “da asporto”, posizionabile ovunque si vuole. A piacimento.