Back & Forth

Sade & Shade

19.09.2018 | By PAOLO BOCCHI

Negli anni 80, una dea di nome Sade si presentava sui palchi del mondo, con la sua classe innata e le sue rosse labbra, a regalare “sweet sensations” Oggi, con una “H” in più, Shade è rapper & youtuber, perfetto rappresentante cantante di chi negli anni 80 è nato

Sade

Regina. Divina. Diva.
Con il suo charme e la sua presenza ha riempito i palchi di tutto il mondo.
E con la sua voce di seta, sinonimo di estrema e rarefatta eleganza, ha deliziato gli ascolti di un pubblico senza confini. Sensuale vestale del sacro fuoco musicale, Sade è stata, negli anni ’80, la pietra angolare di una femminile svolta musicale. Non più Blondie e la new wave americana fine anni settanta. Non più la post-punkeggiante Siouxsie Sioux con i suoi Banshees. Non più l’androgina poetica di Patti Smith fotografata da Mapplethorpe.
Sade è altro. D’altro pianeta. Dolce. Soave. Irraggiungibile. Di classe innata.
Non strilla, davanti al microfono: sussurra. E dalla sua bocca escono gemme:
Your Love is King, Smooth Operator, The Sweetest Taboo, Never as Good as the First Time, No Ordinary love, Cheerish the Day, Is it a Crime.
Sade è sinonimo di stile. Sempre e comunque.
Ancora oggi, guardando di sbieco alcune sue foto mentre appaiono da uno schermo digitale, il suo sguardo penetra, riuscendo a donare, al contempo, estasi e tormento.
Helen Folasade Adu.
Sade.

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Shade

Basta aggiungere un’afona “H” a quanto detto sopra per fare un balzo di trent’anni e arrivare all’oggi, in Italia, dove Shade è a.k.a. di Vito Ventura, rapper, classe 1987, che quest’anno ne fa 31, per l’appunto. Velocissimo, anzi, di più. Shade mitraglia parole, corrose, in rima, colluse, in cima. I suoi pezzi sono vortici contemporanei, miscele ad alta combustione,
ritmi urbani figli di contaminazioni etniche di seconda e terza generazione.
Shade viaggia, a velocità doppia.
Perché conosce quel che fa.
Vincitore di Tecniche Perfette. Partecipa a MTV Spit, vincendo contro Nitro, nel 2013.
Per la Warner ha pubblicato Mirabilansia e Clownstrofobia.
“Irraggiungibile” è il titolo di un suo pezzo, cantato insieme a Federica Carta.
“Bene, ma non benissimo”, è il suo tormentone che ha alzato l’asticella del suo successo.
“Mai una gioia” è una sorta di riassunto elaborato in canto della “generazione disagio”.
“Stronza bipolare” è un lento digitale, da ballare in solitudine acclarata.
Shade, camaleontico rapper “made in Torino”: il freestyle-youtuber è al potere.