Culture

Ryoji Ikeda: codificare la realtà e trasformarla in un tour live

26.11.2018

Illusions that are reality as we don’t know it

I Big Data non sono un argomento che fa venire l’acquolina in bocca solo ai tech guru di Silicon Valley: il modo in cui noi umani percepiamo ed elaboriamo enormi quantità di dati attraverso le nostre esperienze empiriche è il quid inspiegabile di ciò che ci rende umani. Ryoji Ikeda ha fatto della sua datamatics qualcosa che va oltre l’arte: ha trasformato la sua esibizione in un tour musicale vero e proprio.

datamatics [prototype-ver.2.0], audiovisual concert, 2006-08 © Ryoji Ikeda photo by Ryuichi Maruo, courtesy of Yamaguchi Center for Arts and Media (YCAM)

La bellezza dei pixel

Immaginate di trovare un pattern, una regola che governa ciò che ci circonda e che consente agli altri di comprendere la realtà grazie a questa rivelazione. Nell’indagine di Ryojii Ikeda, questo pattern è il pixel: grazie alle regole matematiche, Ikeda ci fa vedere come viene determinato ciascun pixel, e quindi come generiamo interpretazioni della realtà dai dati.

Il lavoro di Ikeda è una ricerca scientifica approfondita sull’identificazione di particelle e sul modo in cui le leggi della fisica le tengono insieme: in che modo tutto questo si lega alla sua ultima opera?

Studio Hans Wilschut

L’esperienza del suono

La sua ultima opera non è solo un’installazione artistica, questo artista del suono giapponese ha infatti stabilito delle date esattamente come farebbe ogni musicista per un tour live in tutto il mondo. Lungi dall’essere un festival di musica elettronica per ragazzi, sulla falsariga di Tomorrowland, le sue installazioni artistiche sono performance live, tra cui i suoi datamatics che si terranno alle’Eye ad Amsterdam e uno spettacolo di percussioni a Roma.

Studio Hans Wilschut

Lo studio delle particelle per Ikeda è diventato lo studio delle parti più minimaliste ed essenziali del suono: come il secondo concerto audio-visivo basato su dati puri come fonte di suoni e immagini, i datamatics proiettano immagini dinamiche generate al computer in bianco e nero riflesse da una colonna sonora ipnotica, fatta di ‘componenti sonore per produrre spazi acustici immensi e apparentemente sconfinati’. In collaborazione con Eklekto, il concerto a Roma ‘music for percussion’ segna un nuovo percorso all’interno della vasta ricerca dell’artista giapponese. Il focus è infatti sulla purezza del suono prodotto dai quattro percussionisti.

Ryoji Ikeda | Eye Filmmuseum | 15 September – 2 December 2018

Illusions that are reality as we don’t know it

L’artista ha creato uno spazio che sembra non avere confini sonori, e questo fa parte del piano di Ryoji Ikeda di discernimento della percezione come la conosciamo. La cosa affascinante del suo modo di interpretare il suono è lo studio di quei suoni che noi umani non possiamo normalmente sentire, come il rumore bianco. È la Sezione Aurea applicata alla musica, interpretata da musicisti ‘fisici’ e da sequenze di immagini generate al computer. È qui che la scienza e il nostro lato umano più puro raccontano la stessa storia, quella dell’‘esperienza del suono’. E questo è il motivo per cui le installazioni trasformate in concerti di Ryoji Ikeda sono imperdibili.

A Los Angeles il ‘concerto’ in programma per il 2019 è intitolato Ryoji IKEDA: 100 cimbali (prima mondiale, commissione LA Phil con il generoso sostegno di David C. Bohnett). Con il Los Angeles Percussion Quartet e Alexandre Babel.

Ryoji Ikeda: non chiamatelo sound artist – pensate a Leonardo

OK, il confronto potrebbe essere un azzardo, ma ci sono arte e genio, oltre a scienza, ricerca e tanta passione per il mondo della fisica delle particelle. Ha trascorso un po’ di tempo al CERN e all’Ars Electronica Futurelab, definendo dati statici (DNA, proteine e coordinate galattiche).

Oltre a questo tour del 2018, che lo vede in diverse parti del mondo, Ryoji Ikeda presenta anche la sua installazione audiovisiva code-verse al Centre Pompidou, Parigi, FR.

Ad Amsterdam, oltre al suo ‘concerto’, sarà possibile vivere l’esperienza della sua mostra personale fino al 2 dicembre all’EyeFilmMuseum.

the radar [shanghai], site-specific installation, 2014 © Ryoji Ikeda Courtesy of Shanghai 21st Century Minsheng Museum