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Culture

Ren Hang, composizioni di corpi

04.04.2019 | By CATERINA GROSSO

Osservando i lavori del cinese Ren Hang si potrebbe pensare a un artista del dissenso, in lotta aperta contro il sistema del proprio paese. Le sue fotografie, che ritraggono corpi nudi in pose plastiche, possono facilmente essere scambiate per espressioni di una ricerca di libertà artistica, sessuale e rappresentativa sotto un regime che tutto controlla.

Eppure, il giovane artista dichiarò: “Io non vedo le mie opere come ‘taboo’, in quanto non mi metto a ragionare sul loro contesto culturale o politico. Intenzionalmente non cerco di oltrepassare nessun limite, faccio solo quello che voglio fare. “Non penso che il nudo sia qualcosa di provocatorio, la nudità è una cosa comune, ce l’abbiamo tutti”. Nato nella periferia di Changchun, Ren Hang – che si tolse la vita nel 2017 all’età di 29 anni – inizio a destreggiarsi con la fotografia da autodidatta per distrarsi dalla noia degli studi universitari.

Con un piccola Minolta, Ren Hang immortalava i suoi modelli e modelle, di solito amici o persone reclutate su internet. Nonostante la censura costante del governo – fu arrestato più volte per la natura sovversiva dei suoi scatti – Ren Hang continuò a produrre opere che mettevano in discussione la relazione tra sessualità e identità. Anche se gran parte dei suoi shooting avveniva nel suo appartamento, i suoi setting non includevano solo interni; l’artista amava cercare anche spazi esterni isolati, come tetti di edifici, parchi e simili.

Nell’arte di Ren Hang i corpi maschili e femminili – generalmente giovani e snelli – sono intrecciati gli uni con gli altri in pose plastiche, dando vita a forme ambigue e immagini coreografiche. Mani che afferrano un paio di cosce pallide, fondoschiena in fila che ricordano un paesaggio collinare… Corpi i cui arti si incrociano come in un puzzle per creare una moltitudine di forme; nudità che è spesso abbinata a elementi naturali e animali dai colori sgargianti, che ne smorzano quasi completamente la carica erotica.

 

La mancanza di strumenti tecnicamente sofisticati ha conferito alle opere dell’artista una particolare cifra grezza; caratteristica particolarmente evidente nelle foto notturne, dove la luce del flash non filtrata si riflette sui corpi nudi e sugli elementi naturali. Un buon esempio è quello delle tre ragazze che si appoggiano l’una sull’altra, mostrando i seni, che sembrano quasi svanire mentre la luce bianca della macchina fotografica le colpisce in pieno. In un altro scatto notturno, di nuovo, il bianco impietoso della luce del flash investe il viso di una ragazza che se ne sta in piedi in uno stagno e tiene sospeso un giglio d’acqua sopra la testa. Questi scatti grezzi confermano le parole dell’artista, che rivelò di non preparare in anticipo né i setting, né le pose dei modelli, ma di creare, invece, guidato unicamente dall’ispirazione del momento.

Oltre alle fotografie, di Ren Hang abbiamo le poesie che pubblicava sul suo sito. I testi – generalmente brevi – si prestano a una doppia chiave di lettura, ironica o dark.

 

‘A volte le parole non riescono a uscire dalla mia bocca

Ma non è che io non abbia niente da dire

A volte non riesco a uscire

Ma non è che non ci siano più strade in cui vagare

A volte voglio soltanto

restarmene sdraiato per un po’.’

(Ren Hang | I don’t feel like talking | 10.01.2013)

Testo originale tradotto dal cinese all’inglese da Elena Rebaudengo.

Capire davvero le opere di Ren Hang può essere molto difficile, dato che l’artista stesso lasciava il pubblico senza indizi né interpretazioni di fronte alle sue immagini: “Non cerco di veicolare un messaggio, non do titoli alle mie opere e non le dato nemmeno. Non voglio affibbiare loro nessun vocabolario. Non mi piace spiegare le mie fotografie, né il mio lavoro in generale”.

 

Sono molti i musei che, negli anni, hanno esposto i lavori di Ren Hang: il Lohman Museum of Gay and Lesbian Art, New York (2015-2016), il Minsheng Art Museum, Shanghai (2014), lo Stichting Mediamatic, Amsterdam (2014), il MuseumsQuartier, Wien (2013), il Groninger Museum, Groninger (2013), il Multimedia Art Museum di Mosca (2012) e l’Ullens Center for Contemporary Art, Pechino (2011).

Love, Ren Hang” – fino al 26 maggio alla Maison Européenne de la Photo a Parigi – è la prima mostra istituzionale francese che onora la memoria di uno degli artisti cinesi più influenti della propria generazione, sostenuto anche da alcuni nomi di peso della scena internazionale come Ai Weiwei. La mostra comprende 150 fotografie in prestito da collezioni europee e cinesi, ma anche video che presentano il lavoro dell’artista con le sue stesse parole. L’esposizione, inoltre, offre la possibilità di scoprire un aspetto poco noto della sua arte: le poesie della sua produzione editoriale.