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Quando una buona dose di follia può salvare il mondo: the Monkey Run

29.11.2018 | By ELENA LONGARI

“Fuck progress”, ha detto Tom Morgan, fondatore di The Adventurists, “vogliamo che il mondo sia coperto da oscure foreste sconosciute che si estendono in un infinito miscuglio di sudore, scocciature e insetti mortali”.

Oggi, grazie all’innato spirito “non prendiamoci troppo sul serio” insieme alla formula giusta per coinvolgere le persone in missioni imprevedibili, The Adventurists hanno raccolto oltre 7 milioni di sterline per salvare il nostro pianeta dalla distruzione per mano dell’uomo.

Questo è il motto che ha portato alla creazione di una serie di avventure folli: tra queste la Rickshaw Run, il Mongol Derby, la Ice Run e dal 2016, la straordinaria Monkey Run. Non fatevi ingannare, scimmie vere non sono contemplate, ma piuttosto cittadini e impiegati ‘qualsiasi’ che si trasformano in persone a cui ‘non frega un c****’, che saltano su un veicolo ridicolo e inappropriato e si avventurano, tra tutti i posti possibili, in luoghi dove su quel veicolo non dovrebbero proprio avventurarsi.

 

Ma la Monkey Run non è una spregiudicata bravata British, uno di quegli eventi ‘solo maschi’ che prevedono di vestirsi eleganti, sfondarsi di alcol, collassare in un fosso e tutti i disagi del caso. Questa roba richiede una buona dose di follia, ma il tutto condito da una meticolosa organizzazione, programmazione e preparazione per creare un progetto che può cambiare le cose. Cambia le persone, da quello che ho sentito.

Ma prima di svelarvi i segreti più preziosi dei Monkey Runner, vi darò qualche info importante su quello che la Monkey Run comporta in termini pratici:

 

Dove: destinazioni varie e improbabili in tutto il mondo, tra cui il Marocco, la Romania e il Perù.

Quando: diverse date per ogni destinazione nel corso dell’anno

Chi: fino a 50 partecipanti per corsa

Cosa: la Monkey Bike viene descritta come un ‘giocattolo’, ‘non progettata per gli umani’, ‘no power’.

 

Ho chiesto ad alcuni dei partecipanti alla Monkey Run di darci un assaggio su come questa cosa all’apparenza totalmente idiota abbia in realtà anche molto senso.

Cosa ti ha convinto a partecipare alla Monkey Run?

Andrew George McMullan Gary Morrison me l’ha chiesto quando ero ubriaco. Non è una cosa che avrei considerato perché non avevo mai guidato una moto. Alle 4 del mattino e con un disperato bisogno di dormire mi sono iscritto.

 

Mike Evans Mi sembrava una figata. Avrei voluto farlo sin dalla prima edizione. All’inizio mi ero iscritto per la Peru Pioneer ma poi mi sono dovuto ritirare, così quando hanno annunciato l’edizione in Romania mi sono iscritto al volo (mentre ero al pub).

Che lavoro fai e in che modo quest’avventura poteva conciliarsi con la tua vita?

Vanessa J Fontanilla Mi è sembrata un’idea folle, sono un medico e quest’avventura non si conciliava minimamente con la mia vita, ma il tempo per le cose che ci fanno sentire vivi lo si trova. Ho dovuto risolvere qualche emergenza mentre ero nel mezzo della corsa e la linea andava e veniva!

Guillaume Thiaux Un po’ di tutto, dal cuoco, al barista, all’attore di pubblicità, o qualsiasi cosa sia stupida abbastanza e che mi permetta di tirare su qualche soldo per continuare a viaggiare. Si concilia perfettamente con la mia vita, l’unico a non essere d’accordo è il mio bancario, ma non lo ascolto mai quindi tutto a posto.  

Mike Evans, che ha recentemente avuto la brillante idea di tatuarsi l’essenza della Monkey Run sul suo… dice: sono uno sviluppatore di software e un ‘nomade digital’ – viaggio in tutto il mondo e lavoro sul mio portatile ovunque mi trovi. Mandatemi pure a quel paese, ci sono abituato.

Avevi mai partecipato ad avventure simili in passato?  

Paul Vlaming  Ho fatto qualche viaggio in moto in solitaria e ho visitato vari posti del mondo, ma raramente sono andato all’avventura come in questo viaggio. E’ come una valanga e se sopravvivi vuol dire che avresti potuto osare di più.

Cos’è il bello e il brutto della Monkey Bike?

Mike Evans E’ una figata pazzesca. Ciò porta inevitabilmente a situazioni esilaranti ma provanti.

Andrew George McMullan Forse perché le moto erano nuove e le stavamo rodando, ma hanno sviluppato la loro personalità durante il viaggio. La mia era un po’ una ‘culona’ durante i primi giorni della corsa. Ma una volta tagliato il traguardo aveva un nome (Elena #16 sulla Morocco Run. Prenditi cura di lei prossimo runner). Durante gli ultimi giorni ci parlavo e tutto il resto.

Brett Blake Per chi non ha mai guidato una moto (o un veicolo a trasmissione manuale) nella sua vita, il bello di queste moto è che sono perfette per imparare soprattutto perché sono degli scassoni. Il brutto è che hai la sensazione che la moto ti si sgretoli sotto al sedere sulle strade peggiori del mondo.

Paul Vlaming Il bello e il brutto sono probabilmente l’assoluta mancanza di solidità, è un po’ come se ogni vite stesse giocando alla roulette russa e non sai mai quando inizierà il prossimo round, i pedalini sono la cosa più noiosa da perdere.

La scarica di adrenalina scatenata dal pericolo gioca un ruolo importante durante quest’esperienza?  

Mike Evans Certo. Non c’è nulla come venir inseguiti da un branco di cani pastori incazzati per farti battere il cuore a mille. O cadere a quella che viene considerata ‘alta velocità’ su queste moto.


Guillaume Thiaux Assolutamente, ma suppongo che la mia mancanza di abilità abbia probabilmente aumentato un po’ il livello di pericolo. Chi avrebbe mai pensato di fare un frontale con un’altra moto andando in contromano? Qual è la corsia giusta?  

Andrew George McMullan Il pericolo e la scarica di adrenalina sono cose difficili da quantificare. Per alcune persone l’intera avventura è una scarica di adrenalina. Non mi sono mai sentito davvero in pericolo, anche se ero pienamente consapevole che Elena aveva il potenziale per buttarmi giù da una scogliera o al lato della strada in qualsiasi momento.

Anche se quando sei su una monkey bike ti sembra di andare a 100 km/h, quando in realtà stai andando a 38,5 km/h e due camion ti sorpassano, allo stesso tempo ti garantisco che il tuo sfintere inizia a tremare come un cagnolino.

Qual è la cosa più divertente che ti è successa durante questa avventura?

Andrew George McMullan Marocco, ottobre 2018.
Secondo altri partecipanti è stata alla partenza dell’autobus. Io non me lo ricordo però.

La mia preferita ha come protagonista Two gear Tony. Un gentiluomo che il nostro team ha incontrato e incorporato al punto di partenza.  Ha fatto 848k degli 850k del percorso e poi, dopo aver guidato i precedenti 120k sotto la pioggia gelata, sulla spinta verso il traguardo a provato a fare un’inversione a U.

Il freddo gli aveva congelato le mani e ha lasciato andare la frizione, col risultato che la sua monkey bike è volata in un fosso col manubrio spezzato.  Tutti noi eravamo fradici, stanchissimi e non vedevamo l’ora di arrivare alla fine. Tutto quello che riuscivamo a fare era ridere

Guillaume Thiaux Dormire in un convento, sfiorare di un pelo un volo da una scogliera, ammirare paesaggi pazzeschi, in sella a un longboard a 4400m, su strade peruviane improbabile, le solite cose insomma;)

Paul Vlaming portare una monkey col rimorchio per 80 km di foresta pluviale dopo il coprifuoco consigliato; all’arrivo c’era la pizza.

Brett Blake Romania Pioneer Edition – Day  1, abbiamo incontrato un gruppo di turisti rumeni che ci hanno aiutato a stringere le viti dei pedalini. Ci hanno regalato un quinto del loro Palinka (liquore rumeno) come souvenir. In qualche modo è riuscito a sopravvivere a 2 incidenti ed è arrivato al traguardo dove l’abbiamo bevuto tutti insieme

Sembra che si siano divertiti tutti come matti durante le loro avventure e quando ho chiesto loro se avrebbero preso in considerazione la possibilità di partecipare ad altre Monkey Run, non hanno avuto dubbi nel dire di sì, e molti di loro hanno già messo gli occhi sui prossimi appuntamenti.

Sareste folli al punto di fare i nomadi per un periodo e diventare Monkey Runner? Non so se questo sia il tipo di avventura adatto a me, visto che sono più appassionata di biciclette che di moto, ma sicuramente la Monkey Run è il tipo di vacanza che preferirei a un resort a Maiorca pieno di bambini inglesi incollati sui loro iPad o di orde di ubriachi che dopo il tramonto si fiondano per tracannare litri di Jagerbombs.

O no?