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Quando ho provato la medicina energetica per combattere la tristezza invernale

25.03.2019 | By LISA HARTLE

Da che ho memoria, l’inverno non si porta via soltanto il sole, ma anche la mia energia. Quando vedo che l’estate inizia ad andarsene dai rami degli alberi, so già che per me sta per arrivare il letargo. L’inverno è la mia criptonite

Nella mia stanza ho una pianta che ho chiamato Terry (in onore mio padre che me l’ha comprata, se ve lo steste chiedendo). Ebbene, quest’estate Terry era in forma smagliante e ostentava foglie spavalde che sembravano spalancarsi ogni giorno di più. Se Terry avesse avuto una voce, in quei giorni avrebbe cantato Feeling Good di Nina Simone. Oggi, invece, la guardo e vedo chiaramente che si sente malinconica e che sta probabilmente cantando Creep dei Radiohead… in loop. Le sue nuove foglie sono piccole e gialle. Se continua così, presto avrò fallito il mio obiettivo di mantenere un qualche essere animato in vita per più di pochi mesi.

Anche lei, come me, sta aspettando disperatamente l’estate per poter tornare a nutrirsi – letteralmente – di luce.

L’anno scorso ero così in astinenza da luce solare e così smaniosa di togliermi di dosso quel buio che mi stava succhiando l’energia, che entrai in un solarium (e sono il tipo che si mette una crema fattore 50 tutti i giorni, questo vi dia un’idea di quanto ero disperata) e… beh, non andò benissimo… a metà del trattamento, il lettino passò alla modalità manuale impostata al massimo, perciò lasciai il salone con addosso un un grande schiaffo rosso e più ansia di quanta ne avessi avuta entrandoci. Avevo recuperato un po’ di energie, però, quindi si può dire che non tutto il male… bla bla bla. 

Poi, quest’anno, mentre cercavo qualcosa che mi aiutasse a risalire la china sempre più ripida della stanchezza e del morale basso, nella speranza di raggiungere la cima della normalità, ovvero quel livello di energia che ti fa considerare una partita a Twister come un’opzione sempre valida… Mentre cercavo, dicevo, mi sono imbattuta nel profilo Instagram di Maria.

Maria Craven è una terapeuta bioenergetica che ha scoperto questa pratica in prima persona quando soffriva di fatica cronica e non riusciva a trovare nulla che potesse aiutarla.

La medicina bioenergetica ebbe origine in Oriente più di 5000 anni fa. La pratica agisce sui sette punti energetici del nostro corpo conosciuti come chakra, disposti dalla base della spina dorsale fino alla sommità della testa.
Maria mi insegnò che questi punti, che possono ruotare e vibrare, traggono energia dalla terra e dal cosmo, trasformandola in modo che il corpo possa usarla. L’energia dovrebbe scorrere liberamente intorno ai nostri corpi, ma a causa dei ritmi troppo veloci della vita moderna e di tutto ciò che comportano, come lo stress, quest’energia rimane bloccata. E questi blocchi possono portare a un peggioramento della nostra salute. Terapeuti qualificati come Maria riescono a sintonizzarsi con il campo bioenergetico di una persona, trovare gli squilibri all’interno di esso e, sostanzialmente, sciogliere i blocchi per ripristinare il benessere.

Quindi ho pensato: perché non provarci? Maria mi disse che ci sarebbero volute quattro sedute di 40 minuti circa. È una terapia senza contatto fisico: io stavo ferma, mentre Maria agiva con una serie di movimenti delle mani intorno al mio corpo, non molto diversi da quelli del Qi Gong, per dirottare verso l’esterno l’energia negativa o condurne altra in un punto dove ce n’era troppo poca. Fu rilassante, cosa che non mi aspettavo. Maria dice che alcuni clienti provano come un formicolio durante la procedura, mentre altri no. Mia sorella, curata anche lei da Maria, dice di averlo provato, ma a me non è successo.

Dopo la prima seduta non ho avvertito nessun cambiamento, ma dalla terza in poi mi sono accorta che non mi sentivo più esausta e ora posso dire felicemente che i miei livelli di energia sono tornati nella norma. Sì, conosco bene il potere dell’effetto placebo, ma è anche vero che – per quest’esperienza come per molti altri eventi della vita – possono sempre esserci altre spiegazioni che, semplicemente, respingiamo. Quel che so per certo è che ora i miei livelli di energia sono quelli di chi può permettersi di accettare allegramente una sfida a Twister estremo (circostanza che immagino possibile solo dopo qualche gin tonic di troppo in compagnia di una squadra di ginnasti).

Un altro approccio antico verso il benessere è quello della cristalloterapia, che sta guadagnando popolarità sia tra noi comuni mortali che tra alcune celebrità. Si dice che Adele indossi una pietra occhio di tigreritenuta in grado di liberare da ansie e paure e di favorire armonia ed equilibrio – durante le sue esibizioni. Altri VIP, come Uma Thurman, pare che portino dei cristalli sempre con sè, mentre altri ancora preferiscono posizionarli nelle loro case.

Io stessa ho usato dei cristalli per anni e penso sempre che entrare in un negozio dedicato a questo tipo di terapia abbia un che di pericoloso, perché quello che vi si trova è veramente troppo allettante. Spulciare tra gli scaffali è come guardare la merce di un negozio di sogni, dove ogni desiderio è in vendita. Vuoi migliorare la tua vita amorosa? Eccoti un quarzo rosa. Vorresti una guardia del corpo contro le emozioni negative? Prenditi una tormalina nera. E che ne dici di una pietra tuttofare come il quarzo chiaro, il ‘mastro guaritore’?

Una mia amica dorme con un quarzo rosa sotto il cuscino. Ci si trova così a suo agio che per un po’ ha finito per dimenticarsene, finché non ha invitato un ragazzo a dormire da lei, e… ecco, fu un’introduzione al mondo dei cristalli piuttosto particolare per lui! Ma il fatto stesso che il ragazzo fosse lì, in fondo, potrebbe significare che la gemma stava funzionando. Perciò, se scegliete di cimentarvi anche voi con la cristalloterapia, ricordatevi dove mettete i vostri amuleti… In alternativa, potete sempre optare per l’ultimissima moda di indossarli nel reggiseno!