Points of view

Perché non dovresti mai comportarti come una persona della tua età

22.02.2019 | By LISA HARTLE

“Quando ti deciderai a crescere?” è una cosa che mi ritrovo a dire a me stessa parecchie volte, normalmente in situazioni in cui non potrei nemmeno rispondere, tanto sto ridendo (livello lacrime). Ma la mia risposta è sempre la stessa: per quale motivo al mondo dovrei mai voler cambiare, se quello che faccio mi rende felice e non faccio del male nessuno? E poi, come si fa a cambiare certe cose, tipo i miei gusti o quello che mi fa ridere, sempre ammesso che io voglia farlo? Devo ancora trovarla, questa presunta guida su come comportarsi in modo appropriato in base all’età.
Ho sempre trovato l’età un concetto strano. Mi ricordo il terrore che ho provato al mio trentesimo compleanno, convinta che più si andasse avanti con gli anni e meno fosse consentito divertirsi, e che la vita fosse destinata, col tempo, a diventare sempre più prevedibile. Come se il principio alla base del film del ‘76 “La fuga di Logan” avesse un che di vero

Vicky Hartle

Ma – naturalmente – le cose non stanno affatto così, come ho scoperto più tardi. Eppure la società fa del suo meglio per assicurarsi che tu adotti il comportamento ‘corretto’ per la tua età: come ti vesti, cosa trovi divertente, i tuoi gusti musicali e dove trascorri il tuo tempo libero. E, se ti allontani dalla norma, aspettati di essere giudicato per questo.
L’attrice di “Stranger Things” Millie Bobby Brown è stata recentemente bersaglio di alcune critiche su Instagram, rea di aver postato una foto che la ritraeva in scarpe col tacco e vestito al ginocchio. Secondo molti utenti, non stava indossando ciò che ci si aspetta da una quattordicenne e qualcuno ha ritenuto di doverglielo far sapere. C’è chi ha scritto: “Comportati da persona della tua età, per una volta” e chi ha aggiunto: “Non essere così ansiosa di crescere – goditi l’infanzia, che dura poco”. E capita di sentire molto spesso anche il contrario, naturalmente: ovvero di celebrità che vengono criticate perché si comportano, a quanto pare, troppo ‘da giovani’.

 

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Madonna ne sa qualcosa.
Al Met Gala del 2016, la cantante è stata bersaglio di critiche per il suo outfit che includeva un corsetto e del nastro adesivo ad avvolgerle le gambe. L’icona pop ha reagito con questo post su Instagram: “Il fatto che la gente creda davvero che le donne non possano esprimere la propria sessualità, né essere avventurose superata una certa cifra anagrafica è la prova che viviamo ancora in una società che ci discrimina in base a età e sesso”.

 

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A volte, quando sono in un negozio che guardo tra i vestiti appesi, cercando di capire se su di me gli outfit dei manichini potrebbero avere un senso (una volta ho provato una jumpsuit e sembrava che stessi per girare uno spot sul bricolage, indimenticabile) mi chiedo se arriverà il giorno in cui mi troverò circondata da una serie di sguardi confusi… quelli delle altri clienti nell’atto di chiedersi perché mi trovi lì e non sia ancora passata a negozi più ‘maturi’ e adatti alla mia età.
Siamo tutti unici e apprezzati proprio in quanto diversi gli uni dagli altri, eppure… quando c’è di mezzo l’età, per qualche ragione ci si aspetta da noi una vita conforme a certi standard, in fatto di abbigliamento, gusti musicali e perfino luoghi dove passare il tempo libero.
L’anno scorso un sondaggio ha rivelato che l’età massima ‘accettabile’ per andare a ballare in discoteca sarebbe 37 anni! Nel 2016, una coppia di signori polacchi di settantenni è balzata agli onori della cronaca per aver passato una serata nel famoso club Fabric di Londra, uscendone alle 5 del mattino. Dunque è chiaro che il nostro desiderio di alienarci su una pista da ballo non sparisce all’improvviso il giorno del nostro 37esimo compleanno. Mi chiedo ancora perché alla gente importi tanto di cosa gli altri indossino o facciano, specialmente se questo non influisce in nessun modo sulle loro vite né su chissà cos’altro. Ma penso che solo uno psicologo potrebbe rispondere a questa domanda.
Una delle mie citazioni preferite di Oprah Winfrey è quella secondo cui, se vuoi raggiungere la vera felicità e il vero successo, devi porti come obiettivo quello di “perseguire la più alta e autentica espressione di te stesso come essere umano”. Non è sempre facile scostarsi da quella che la società considera ‘la norma’, ma ne vale assolutamente la pena. C’è soltanto una persona come te, perciò perché dovresti volerla nascondere con una maschera, o vestirti o comportarti come gli altri dicono che dovresti?

Vicky Hartle

Perciò, sono sicura che fra 30 anni mi troverete ancora a spulciare vestiti tra i manichini di Topshop mentre decido quali sono i look che mi starebbero bene (e quali no); inoltre, ho la ferma intenzione di continuare a trascinarmi nel fango di Glastonbury ogni santo anno, fino al mio ultimo su questo pianeta. Se chi si preoccupa così tanto di verificare se gli altri stiano vivendo ‘come si addice alla loro età’ impiegassero invece il loro tempo libero ad accertarsi di essere fedeli al loro ‘vero io’… beh, di sicuro molte persone, nel mondo, sarebbero più felici.
Dai vent’anni in poi ho passato buona parte del mio tempo a sentirmi a disagio, sempre un po’ come una tessera di puzzle caduta dalla sua scatola in un negozio di beneficenza, in cerca del resto dei pezzi. Ma quello di cui mi rendo conto ora che ho passato i 30 è che io, semplicemente, sono io – non potrò mai piacere a tutti e va bene così. Mi metto quello che mi piace, passo il tempo in posti che amo e vivo molto più felicemente. Inoltre, ho scoperto che più sei te stesso e più attiri persone e cose che ti piacciono e con cui stai bene.
Perciò va’ avanti e cerca per te stesso la più autentica espressione possibile; perché, come disse il buon vecchio Oscar Wilde: “Interpreta te stesso; gli altri personaggi sono tutti occupati”.