Culture

Perché il makeup oggi è un simbolo di emancipazione femminista

05.12.2018 | By ELENA LONGARI

Oltre la questione ‘makeup e femminismo’

Makeup minimalista, highlighting, contouring, maschi che si truccano, transgender che diventano makeup artist famosi. C’è anche davvero bisogno di parlare dello stigma secondo cui le femministe non dovrebbero truccarsi? Non l’abbiamo ancora finita con questi stereotipi e cliché?  

Un attimo: femminismo e makeup sono sempre stati considerati uno la contraddizione dell’altro. Quello di cui vogliamo parlare va oltre il semplice, ‘tranquilla, puoi truccarti anche se sei femminista’.

Oltre al ‘il makeup è per le donne vanitose’

Ci piacerebbe pensare al makeup come un’espressione del femminismo, simbolo di emancipazione, un segno di libertà, un faro per l’indipendenza, non solo per le donne, naturalmente.

Ciò che ci ha portato a considerare il makeup come la nuova frontiera di una rivoluzione della moda e del beauty è il principio che conta nella società di oggigiorno che dice ‘fai quello che vuoi con il tuo corpo’. Ciò che conta per voi, noi e chi produce le palette di ombretto e fondotinta più innovative è seguire questa regola fondamentale: permettere a tutti di esprimersi. Il motto della società odierna è ‘be different, and make sure you say that to the world’.

 

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Oltre al ‘makeup per ogni tipo di pelle’

E questo è esattamente quello che sta succedendo nel mondo dei cosmetici: tutto ebbe inizio con Rihanna circa un anno fa, quando ha lanciato la sua linea Fenty Beauty. Il suo obiettivo era quello di creare una gamma di fondotinta che si adattassero a tutte le carnagioni: un tentativo di celebrare le sue radici e, naturalmente, la sua storia personale di donna che trova il fondotinta perfetto per la sua pelle.

 

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Probabilmente il più grande atto di femminismo, o almeno il primo di una lunga serie di progetti realizzati dalla cantante delle Barbados nell’ultimo anno. È culminata con il suo Savage X Fenty fashion show durante la NYF2018, una performance che ha raggiunto il picco della sua celebrazione delle donne e dell’individualità: donne di tutte le taglie, etnie, orientamenti sessuali, incinte, hanno sfilato in passerella con indosso la sua prima collezione ‘inclusive’ di lingerie.

 

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Oltre al ‘il makeup mi rende una donna peggiore’

Truccarsi, passare ore davanti allo specchio perfezionando il glow, o tracciando linee perfette sulle palpebre non è più considerata una cosa futile da ragazzina superficiale che farebbe meglio a impiegare quel tempo leggendosi un libro, leggendo il giornale o facendosi una cultura di qualche tipo.  

Prendersi cura di noi stessi, ovvero fare tutto ciò che ci fa sentire bene con noi stessi, è in realtà un altro atto verso l’indipendenza: pensate a quelle mamme super impegnate, quelle che fanno jogging, i bambini e il bucato e hanno sempre una lista infinita di cose da fare. Il make up per loro, un make up che valorizzi le loro caratteristiche piuttosto che nasconderle è la cosa più bella, è anche il loro biglietto da visita: un biglietto da visita che dice ‘guarda, sono anche femminile e mi prendo cura di me stessa, posso essere tutto ciò che voglio’.

 

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Oltre al ‘makeup per lui e makeup per lei’

In un’era di mascolinità tossica, in un’era di #metoo e di intelligenza artificiale, questa questione sul femminismo e makeup è una boccata d’aria fresca. Il femminismo è legato alle donne, giusto? Ma se guardassimo la questione in modo diverso: l’asticella è stata alzata al punto che le donne si truccano o non si truccano esattamente come farebbero le ‘femministe di vecchia scuola’.

Pensate a quello che è accaduto con i BTS, il gruppo Korean Pop di maggior successo finora, quello che ha aperto la strada ad altre band emergenti come gli NCT 127: gender neutrality. Questo è ciò quello che stanno proclamando i gruppi di talento e, indovinate un po’, lo strumento che hanno usato per far passare questo messaggio è proprio il makeup. Non solo truccandosi, e non stiamo parlando di ragazzi drag, ma di ragazzi con rossetti tenui e fondotinta che si abbinino alla loro pelle perfetta, ma creando il makeup. I BTS sono andati oltre alla questione ‘manly makeup’ con la recente creazione di una loro collezione di makeup ‘gender neutral’: la reazione sui social media al momento del lancio è stata ‘finalmente potrete somigliare ai membri della vostra K-pop band preferita’.

 

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Oltre al ‘gli uomini col makeup sono gay’

Men like women: sì, e stiamo parlando anche di brand di lusso. Chanel ha recentemente lanciato la sua linea di makeup da uomo, rappresentata da un uomo virile, permettetecelo, piuttosto che dall’ovvio stereotipo a cui si potrebbe pensare. Perché tutto ciò è legato al femminismo? Abolisce lo stereotipo, o meglio lo contraddice, quello in base al quale solo le donne devono ricorrere al trucco per mostrarsi decenti.

Siamo andati oltre allo stereotipo femminismo e makeup?

Non ancora, o meglio, ci sono altri casi che contraddicono la nostra teoria

Nella Corea del Sud non concorderebbero con quello cha abbiamo detto finora. Una nazione così ossessionata dalla chirurgia plastica e dal makeup al punto da far sorgere campagne come ‘escape the corset’. Gruppi del genere si stanno ribellando contro i rigidi standard della società: sono stati ispirati dal movimento #metoo, e loro, non sono d’accordo con gli standard di bellezza del K-Pop, né con la routine coreana per la cura della pelle. Dicono: se dobbiamo metterci 10 prodotti anche prima di truccarci, bene, ecco dove sta il problema.

 

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