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Mantova, Tiziano e Gerhard Richter

08.10.2018 | By PAOLO BOCCHI

Uno dei massimi esponenti dell’arte contemporanea, Gerhard Richter, a colloquio con il “maestro” Tiziano, in una cornice che, da sola, vale il viaggio: Palazzo Te, a Mantova.
Succede dal 7 ottobre 2018 al 6 gennaio 2019. Sarebbe un peccato perdere questa occasione!

 

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Accostare mentalmente i nomi di Mantova, Tiziano e Gerhard Richter, mette i brividi.
Pensare che dal 7 ottobre 2018 al 6 gennaio 2019, a Mantova, presso i meravigliosi spazi di Palazzo Te, si terrà una mostra titolata “Tiziano-Richter. Il cielo sulla Terra”, è qualcosa di sublime.
La discreta e opulenta bellezza di una Mantova adagiata sui suoi lenti laghi.
La potenza dell’architettura di Palazzo Te, pensata e progettata da un Giulio Romano in grande forma.
La folgorante visione dei colori di Tiziano; di quel rosso che ne divenne il marchio di fabbrica.
La magia della pittura di Gerhard Richter, quel tipo di pittura che fa dire a quasi tutti “questo lo saprei fare anche io”, peccato che ci sia un “anche” di mezzo, a far la differenza fra un innovatore e un imitatore.
Il tutto, servito in una sola mostra.
Tanta roba, davvero.

Gerhard Richter è artista che lavora di pennello, spatole lunghissime, pennellesse,
assi di legno, lame affilate, materia, colore, miscela, odore, svisate, forza fisica, colature, distruzione, cambiamento, accento, sbavature, improvvisazione.
Tiziano è Vecellio, pittore di Pieve di Cadore, nato nel 1488, che impara l’arte di Bellini, Giorgione, Durer, Raffaello e Michelangelo, e ne propone il passo dopo: il suo.
Un percorso artistico, quello di Tiziano, che, partendo da pennellate veloci e imprecise,
lo portò, al culmine della sua vita, a rilasciare il colore sulle tele direttamente con le proprie dita. Da qui, chiaro, il parallelo con l’affinità fisica dell’arte di Richter.
Tiziano&Richter, dunque, a Mantova!

 

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Il primo passo pre-scelto da Richter per questa mostra è stato il pensiero delle sue cinque Annunciazioni, di enormi dimensioni, partorite dall’emozione provata dal pittore tedesco per il Tiziano dell’oratorio di San Rocco, a Venezia.
In queste tele, Richter, partendo da una cartolina, prendeva spunto dal dipinto di Tiziano per poi, in 5 step, 5 tele, 5 dipinti, partire dall’originale per arrivare a rendere la sua personale versione della stessa opera.
Un work in progress di intelligente e devastante attualità.
Un capolavoro in 5 passi che funge da link fisico-estetico-emozionale fra il 1500 e l’oggi.
Quelle, dunque, sarebbero state le tele che Richter avrebbe voluto esporre a Mantova.
Purtroppo, la grandezza degli artisti viene spesso adombrata dalla piccola e misera burocrazia: le tele in oggetto non si sono potute “spostare” dal Museo nel quale sono esposte abitualmente.
Gerhard Richter, però, non si è perso d’animo.
Anzi.

Richter ha deciso di fornire in prima persona una quindicina di suoi lavori nati e creati grazie al suo continuo dialogo con i quadri e i colori di Tiziano.
Quello che ci si aspetta a Mantova è quindi una sorta di esposizione “ispirata” per l’occasione da Richter stesso, come già capitato alla nuova Tate, in cui, all’interno di una grande sala, i quadri di Richter “suonano” la musica di John Cage.
Richter, uno dei più importanti protagonisti della scena artistica contemporanea, ha scelto di offrire, a Mantova, una sua personale ri-elaborazione del suo intenso e prolifico rapporto con la pittura del maestro Tiziano Vecellio.
A completare la mostra e il pensiero che lo ha generata, saranno presenti due importanti, se non fondamentali, punti di partenza: L’Annunciazione del Tiziano dell’Oratorio di San Rocco e L’Annunciazione del Museo di Capodimonte, sempre a opera del Tiziano.
Non bastasse, direttamente dagli Uffizi di Firenze arriveranno a Mantova, per l’occasione, una stampa dell’Annunciazione e alcuni disegni di prova di Tiziano per alcune altre sue Annunciazioni.
A chiudere il tutto, chiosa richteriana, uno specchio rosso.
Riverbero di un tempo che fu, che è,
e che si riflette nel futuro delle immagini
pro-poste dal quotidiano esistere.