Culture

Manic Pixie, un incubo

05.11.2018 | By MICOL PIOVOSI

C’è una donna eccentrica e frizzante che sembra esistere nella mente di scrittori e registi uomini e che prende vita con il solo scopo di insegnare a uomini problematici come accogliere la vita appieno e vivere in modo avventuroso. Sto parlando della Manic Pixie Dream Girl.

Il termine è stato introdotto per la prima volta dal critico cinematografico Nathan Rabin nel 2007 per descrivere personaggi come il personaggio di Kirsten Dunst in ‘Elizabethtown’ di Crowe, o quello di Natalie Portman nel film del 2004 ‘La mia vita a Garden State’ di Zach Braff.

Che caratteristiche hanno in comune questi personaggi?

Sono donne interessanti, strane, eccentriche, edgy, fuori dal comune: questo dovrebbe essere positivo, perché sono personaggi femminili ‘diversi’.

Il problema è che non capiamo le ragioni del loro comportamento, non vediamo la profondità della loro identità. Non conosciamo veramente questi personaggi, perché esistono solo per aiutare il protagonista maschile a scoprire il suo nuovo io, più avventuroso e vivo.

Ma nella vita reale, le donne non esistono solo per aiutare gli uomini a uscire da una fase difficile, e il vero amore non è dettato da un interesse comune per cose strane o gruppi sconosciuti.

Se vi piace il cinema, avrete sicuramente qualche altro esempio in mente dopo questa mia descrizione. Quando mi sono imbattuta in questo tropo, ho subito pensato al personaggio che ha rovinato la mia adolescenza: la Summer interpretata da Zooey Deschanel in ‘500 giorni insieme’. Non avevo capito quanto fosse sbagliato per una ragazza di 16 anni aspirare solo ad essere quella donna fuori dagli schemi che adora i The Smiths, ma ora capisco quanto bistrattato fosse il personaggio di Summer nel film.

Anche Joseph Gordon-Levitt ne ha parlato:

“L’atteggiamento ‘sono pazzo di te’ in ‘500 giorni insieme’ può essere attraente per alcuni, specialmente per i più giovani. Vorrei incoraggiare chiunque abbia una cotta per il mio personaggio a guardarlo di nuovo ed esaminare quanto sia egoista. Sviluppa un’ossessione lievemente delirante per una ragazza sulla quale proietta tutte le sue fantasie. Pensa che lei darà senso alla sua vita perché a lui non interessa molto altro… Non è sano.”

Tuttavia, film dopo film, la Manic Pixie Dream Girl si è evoluta da una fantasia sul grande schermo a una donna idealizzata nella vita reale. In effetti, la Manic Pixie Dream Girl è diventata un modello per le adolescenti che sono cresciute guardando questi film, e la fidanzata ideale per i ragazzi ‘strani’ della classe. Questi uomini sono cresciuti aspettandosi di essere gli eroi della propria storia, mentre le donne crescevano aspettandosi di essere le attrici non protagoniste della storia di qualcun altro.

Perché?

Perché la fiction ricrea la vita reale e viceversa, ed è per questo che la Manic Pixie Dream Girl è un archetipo che presenta al pubblico le caratteristiche, i talenti e gli interessi delle donne come elementi a disposizione di altri. Rende le donne trofei che dovrebbero aiutare gli uomini a condurre una vita nuova e migliore.

Quindi, come si fa a creare personaggi femminili significativi, interessanti e diversi senza farli sembrare oggetti di scena? Basta creare una trama dove queste donne ascoltano dischi, suonano l’ukulele e gridano poesie sotto la pioggia anche senza un uomo accanto. Qualche esempio?

Frances Ha

Avete vent’anni? Vi sentite nel bel mezzo di una crisi esistenziale? Ovvio, ed è per questo che dovreste guardare Frances Ha. Il film scava a fondo nel personaggio, quasi al punto che vediamo la Frances della Gerwig come se fosse una persona reale: non c’è da stupirsi, perché l’attrice è una delle scrittrici di Frances Ha.

Lady Bird

La Gerwig colpisce ancora con Lady Bird, sfidando un territorio cinematografico che sembra essere stato dominio solo di artisti uomini. In questo film, la Gerwig ci regala una epifania quasi autobiografica su cosa significa crescere in una piccola città. Il tipo di film di cui tutte le ragazze avevano bisogno durante la loro adolescenza, ma di cui hanno trovato solo una versione maschile.

Ghost world

Adattamento cinematografico del fumetto omonimo, Ghost World mette in scena Thora Birch e Scarlett Johansson nel ruolo di due adolescenti che vivono in una periferia apatica e senza nome. Questo film si propone come alternativa alla trama tipica dei film dei primi anni 2000, parla apertamente della sessualità femminile e mostra reali reietti tridimensionali con un look alternativo. Cosa volete di più?