Points of view

Letitia Wright, l’attrice che ha incontrato Dio

04.10.2018 | By PAOLO BOCCHI

È stata la principessa Shuri nel blockbuster Black Panther. È senza ombra di dubbio il volto nuovo del cinema. È una giovane stella! Una stella che ha trovato la forza e il coraggio di brillare dopo un buio periodo di crisi, risoltosi grazie a una “voce interiore”, che si chiama Dio

Letitia Wright è la star assoluta e riconosciuta di Black Panther, film che, recentemente,
ha riscosso, un po’ ovunque, un incredibile successo di pubblico e, di conseguenza,
ha ottenuto incassi tali da far leccare i baffi a chi ha creduto in questo progetto.
Letitia Wright è un’attrice nata in Guyana 24 anni fa. Le sue radici sono rappresentate
da una mamma insegnante, da un babbo agricoltore, e da una infinità di amorevoli cugine, zie, nonne e bisnonne. Matriarcato, uber alles!
Nel blockbuster Marvel titolato Black Panther, Letitia interpreta la principessa Shuri.
E con questo ruolo ha letteralmente “spaccato”.
Oggi, Letitia, può dire di essere una vera attrice. Cosa che qualche anno fa, nemmeno sognava. L’industria del cinema, con i suoi annessi e connessi, in quel di Georgetown, Guyana, culla di Letitia, non è infatti molto presente.
Succede però che quando Letitia ha 8 anni, la sua famiglia decida di trasferirsi in Inghilterra.
Prima Tottenham, poi Londra.
E qui lo scenario cambia, completamente.
Letitia sente una “vocina interiore” che le dice: “questa sarà la tua grande occasione”.
Lei e la sua “vocina interiore” sono molto amiche; si fidano e affidano l’un l’altra, da sempre.
E la vocina, anche questa volta, non sbaglia.
Letitia ha 12 anni quando le viene offerto un ruolo in uno spettacolo teatrale della sua scuola.
L’occasione non viene mancata dall’attrice in divenire. Il treno che passa, Letitia lo prende al volo, grazie al suggerimento di quella sua fidata voce interiore.
Lo spettacolo riscuote un successo tale che viene riproposto nel teatro più importante della città, e poi in una breve tournée.
Passano 3 anni e la 15 enne Letitia capisce, da sola, di avere bisogno di un agente,
di qualcuno che la aiuti a realizzare quello che sta prendendo la forma di un sogno:
essere attrice, per davvero!
Purtroppo non ci sono soldi da investire e non ci sono “amicizie che contano nell’ambiente”.
Quindi Letitia mette in atto un semplice piano: si scatta un selfie, e si reca di persona a consegnare la sua foto a una lista di persone ritenute importanti per riuscire a sfondare nel cinema.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da letitiawright (@letitiawright) in data:

Londra è città dura, però.
E il piano, forse un po’ naif, fallisce.
Time for a “Piano B”: individuare e selezionare “un solo nome” fra quelli della lista,
e focalizzare energie e attenzione solo in quella precisa direzione.
Il piano B ha successo. Letitia “got signed!”
Contemporaneamente, Letitia studia presso la Identity School of Acting, fondata a Londra
da Femi Oguns nel 2003. È proprio Oguns, attore e agente, a rimanere impressionato dalla bravura di Letitia, e a prendersi cura di lei, trovandole parti in Holby City, Top Boy, e partecipazioni a importanti show televisivi.
Sembra che Letitia ce l’abbia fatta.

Ma accade qualcosa che la blocca, improvvisamente.
La pressione dovuta all’essere sempre sotto esame, al dover essere sempre e comunque accettata, la mette in crisi. Paure, insicurezze, e ansie vengono a galla, facendo sì che Letitia
si chieda, intimamente, se “quella dell’attrice” sia veramente la sua strada.
È, probabilmente, il periodo più buio della sua vita.
Poi, un giorno, l’illuminazione.
Che arriva sotto forma di quella “vocina interiore”, che Letitia chiama Dio.
La vocina, una mattina, sussurra a Letitia questa frase: “Non avere paura. Questo è il tuo talento. Questo è quello che sei stata chiamata a fare qui, in questa vita”
Detto. Fatto.
Quello che segue è il ruolo di Princess Shari, e l’incoronazione ufficiale a “star”.
Angela Basset, che in Black Panther recita il ruolo della mamma di Shari, dice di Letitia:
“Come attrice, Letitia è talmente piena di entusiasmo, gioia e passione da risultare contagiosa per chiunque stia lavorando con lei; sul set e al di fuori”
Amen!
E così sia.