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Leonardo da Vinci: la sua città ideale si trova a Chicago

20.02.2019 | By PAOLO BOCCHI

“Nel Maggio del 1519, 500 anni fa, veniva a mancare, all’età di soli 67 anni, Leonardo Da Vinci. In un momento di celebrazioni del suo genio assoluto, vogliamo ricordare, di questo visionario italiano, il suo progetto per una “città ideale. Una città ideale i cui concetti sono, in qualche modo, visibili e vivibili, in un angolo di Chicago.”

Esiste un posto, a Milano, in cui risiede la ricetta per la città perfetta.
Si tratta di un angolo del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia,
in Via San Vittore 21; un Museo ricco di fascino, idee, tecnologia e visionarietà.
In questo museo è conservato un plastico, realizzato da Mario Alberto Soldatini nel 1955,
in cui sono raccolte le idee e i disegni di Leonardo a proposito di un nuovo concetto di città:
“la città ideale”.
Nel 1486, la peste uccide la metà dei milanesi. Occorre qualcuno che intervenga a risolvere
il grave problema. Leonardo non si tira certo indietro, e agisce immediatamente,
elaborando la sua versione di “città ideale”; un luogo in cui vari livelli di città si sovrappongono, funzionalmente, dando vita a una sorta di “multilayer-city” dove corsi d’acqua, portici, strade e abitazioni convivono amabilmente, sfruttando in maniera ottimale un innovativo concetto di sviluppo verticale.
“Leonardo crea una città ideale, in verità mai progettata. Nel plastico sono rappresentati diversi elementi: palazzi porticati, tracciati viari su due livelli e gallerie, canali, rampe di scale”
È la fine della città medievale, con le sue stradine strette, i suoi anfratti scuri, le case ammassate caoticamente, e la sporcizia a regnare sovrana. La nuova città, secondo Leonardo, deve essere “razionale”, “pulita”, “funzionale”.

Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, Milano

Ecco quindi che i corsi d’acqua servono, al livello più basso, a un primo sistema di navigazione interna della città e al trasporto delle merci; una volta all’anno, i canali vengono poi utilizzati per la pulizia generale della città. Acqua che trasporta, acqua che purifica.
A salire, ecco i magazzini, e un primo livello di strade, attraverso le quali si svolgono il commercio e gli scambi.

Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, Milano

Salendo di un altro livello, ecco i portici, con le botteghe, i laboratori, i negozi. I portici garantivano ai cittadini la possibilità di “cammino” e “acquisto” anche in caso di pioggia. Al piano sopra le botteghe, abitavano i proprietari dei negozi, da cui deriva il detto ancor oggi in uso: “casa&bottega”. Salendo ai piani superiori, il più distaccati possibili dalle merci, dal commercio, e dalla possibilità di contaminazione con le malattie, erano situati gli appartamenti della borghesia d’allora. Su questo livello esisteva un piano coperto di camminamento, a sé stante, dedicato principalmente “all’incontro, al dialogo, allo “struscio”.
Gli edifici disegnati da Leonardo per la sua città ideale, presentano inoltre, per la prima volta in assoluto, la forma “a torre”: un’idea architettonica così “in anticipo sui tempi” che verrà ripresa solo negli anni ’30 del 1900, dal cosiddetto “movimento moderno”
“Le strade sono articolate su due livelli, distinti l’uno dall’altro. Per le strade alte non de’ andare carri, anzi, sia solamente per li gentili uomini; per le basse devono andare carri ed altre some ad uso e comodità del popolo. Per le vie sotterranee si de’ votare destri (i bagni), stalle e simili cose fetide. sarà comodità di lavare spesso la città. E questo si vorrebbe fare ogni anno una volta”

 

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Altro che inutili e costosissimi “boschi in verticale!” Altro che “archistar” dalle troppe parole
e dai progetti dedicati solo a classi (caste) sociali elitarie e ricchissime! Altro che la finta democraticità di progetti partoriti da borghesissimi architetti per proletari quartieri (Zen, Palermo). Altro che Dubai, Singapore, Shanghai.
La città ideale è ancora lì, ben visibile, a disposizione di tutti, e porta la firma del più grande progettista di tutti i tempi: Leonardo Da Vinci!

Esiste un posto, a Chicago, Illinois, USA, in cui, per pura magìa, il progetto di città ideale di Leonardo sembra essere diventato realtà edificata.
Il suo nome è Marina City. È un complesso realizzato negli anni ‘60.
Qui scorre un corso d’acqua. Qui c’è un porto, turistico. Qui esistono diversi livelli di “passeggio” e “passaggio” pedonale. Qui esiste un livello dedicato alle automobili.
Qui esistono, costruite a un livello teorico e pratico molto alto, le rappresentazioni della forma a torre, con funzioni di parcheggio, commerciale, e residenziale, al contempo.

 

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Qui esistono parcheggi per auto che si elevano verso il cielo, liberando le strade sottostanti,
e facilitando la vita ai proprietari di auto e appartamenti.
Qui è visibile la funzionale stratificazione democratica che Leonardo Da Vinci aveva intuito, disegnato, e progettato già nel 1500.
Qualcosa, dunque, col-lega Leonardo Da Vinci e il suo Rinascimento agli anni ’60 dell’America di questo prezioso angolo di Chicago: il sogno di una possibile città ideale.