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Le sirene esistono

01.03.2019 | By MICOL PIOVOSI

Da sempre i popoli sono affascinati dai miti e le leggende del mare. Fra le creature più decantate da poeti e scrittori, ci sono loro: le sirene. Intriganti donne dalla coda di pesce, per alcuni letali strumenti di perdizione e per altri canterine dal cuore d’oro. La loro esistenza è relegata al mondo della fantasia, ma ci sono delle donne che si avvicinano molto a questa epica creatura.

 

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Sono le Ama, dal giapponese “donne del mare”, che esplorano le profondità marine alla ricerca di perle, abalone, alghe e crostacei. Si tratta di donne senza scaglie o doti canore ipnotiche, ma con un’abilità davvero degna di essere cantata nei secoli: è da tremila anni infatti che le Ama si immergono senza equipaggiamenti, ma affidandosi alla sola forza dei loro polmoni. Un tempo le Ama si immergevano nude, o con un semplice perizoma. Sembra sorprendente, soprattutto quando si pensa all’immaginario della donna giapponese del passato: la delicata e morigerata servitrice di tè. Eppure è così da tempo, nella prefettura di Mie. Gli uomini qui non sono gli esploratori spavaldi, ma i meri accompagnatori che portano la barca nei luoghi perfetti per scandagliare i fondali.

Ogni Ama si immerge ogni giorno, arrivando fino a trenta metri di profondità. La loro apnea può raggiungere fino ai due minuti, ripetuti anche una sessantina di volte per ogni sessione. Ma non sono solo la durata e l’intensità delle immersioni a essere sbalorditive; lo sono anche e soprattutto le dure condizioni di lavoro, composte da temperature bassissime e forti pressioni marine. Nonostante oggi le Ama indossino tute da immersione, il resto della tradizione è rimasto intatto: non vengono utilizzati supporti ed equipaggiamenti per questo lavoro unico nel suo genere.

 

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Anche se chiamarlo “lavoro” è riduttivo. Essere Ama è uno stile di vita, un’identità. Per raggiungere questo sorprendente livello infatti, le Ama iniziano ad allenarsi fra i dodici e i tredici anni. Da allora, proseguono nell’esplorare il mare fino agli ottant’anni passati. Questa meravigliosa tradizione è stata però minacciata dall’importazione di abalone dall’Australia e dall’inquinamento marino, che ne ha dimezzata la presenza nella zona.

 

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Nonostante le regolamentazioni mirate ad aiutare le Ama, questa attività è stata sempre meno intrapresa dalle giovani, rendendo così la rimanente comunità Ama composta da donne di mezza età e anziane. Le Ama sono ormai in declino dagli anni ‘40, passate da 600 sommozzatrici a 100 per generazione.

 

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Anche se forse destinate a scomparire come spuma sulle scogliere, le Ama rimarranno per sempre simbolo di disciplina, coraggio e forza. Un simbolo femminile prezioso, segreto, custodito come una perla nelle profondità della storia.