Culture

Una previsione per Jasper Johns: il 2020 sarà il suo anno!

02.05.2019 | By PAOLO BOCCHI

Artista silente, dal lavoro eloquente, Jasper Johns ha rivoluzionato l’arte,

stabilendo nuovi parametri e innovativi alfabeti. Anticipando, con le sue opere,

quella Pop Art che vide Warhol al potere. Il 2020 vedrà due sue importanti mostre.

Ecco dove.

Argentei barattoli che contengono pennelli. Il modello di un teschio umano.

E il poster del ritratto di Ginevra dè Benci, dipinto da Leonardo da Vinci.

Detto così, potrebbe essere lo studio di un qualsiasi apprendista pittore o artista.

È, invece, quello che si vede quando si entra nello studio di Jasper Johns,88 anni, nato ad Augusta, Georgia, USA, nel 1930.  Jasper Johns: senza ombra di dubbio, l’architetto principe dell’arte contemporanea. È stato lui, infatti, a ricalibrare le priorità di arti come pittura e scultura verso la fine degli anni cinquanta. Facendolo, ha dettato i paletti culturali con i quali, o contro i quali, i giovani artisti avrebbero dovuto fare i conti negli anni a venire. Il tutto, senza proferir parola, e senza apparire in pubblico molto spesso. Anzi.

Johns ha fatto parlare, per conto suo, i propri lavori.

Le sue bandiere americane dipinte, le sue sculture bronzee rappresentanti banali oggetti d’uso quotidiano, i suoi bersagli concentrici, i suoi numeri in con-sequenza, hanno segnato, come uno spartiacque, il passaggio che ha portato l’arte dal Dadaismo di Duchamp alla Pop Art di Warhol.

 

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Un post condiviso da Charmyne Salamon 💍 (@davesalamon) in data:

Jasper Johns, a dispetto dell’età avanzata, è ancora, fortemente, sulla cresta dell’onda.

Sia come uomo, che come artista. L’uomo John è un signore dal fisico imponente e dallo sguardo silente, che non ama le luci della ribalta. L’artista Johns vede in questo momento il successo di una mostra a lui dedicata, e appena terminata, presso la Matthew Marks Gallery di New York*, e, cosa ancora più importante, nell’autunno del 2020, una mostra che si dividerà in 2 preziose parti. Saranno infatti due istituzioni come il Whitney Museum of American Art* e il Philadelphia Museum of Art* a ospitare le sue opere.

L’attesa per questo doppio evento, come si può immaginare, è grande.

 

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Un post condiviso da Matthew Marks (@matthewmarksgallery) in data:

Jasper Johns è stato, insieme a Robert Rauschenberg, un vero scassinatore delle certezze del mondo dell’arte. Johns e Raushenberg si incontrano quando Johns ha 23 anni, e arriva, a metà degli anni ’50, a New York. I due danno vita a una coppia che in poco tempo riuscirà a re-indirizzare le coordinate di viaggio di quella che oggi viene detta “contemporary art”.

È in quegli anni, pieni di coraggio e voglia di fare, che le cose succedono, senza tanto clamore; lasciando segni indelebili, non solo nell’arte. Rauschenberg e Johns frequentano in quel tempo John Cage e il suo partner, Merce Cunningham. Questo quartetto, dirà poi la storia, rivoluzionerà musica, pittura, scultura, e modi di vivere.

 

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Un post condiviso da Michael Rass (@mikerass) in data:

Fra Rauschenberg e Johns, in quegli anni, nasce qualcosa che va oltre l’affiatamento lavorativo: nasce una relazione, fondamentale; soprattutto, probabilmente, per Jasper Johns. Saranno gli anni che produrranno i migliori lavori per entrambi. Saranno gli anni in cui la loro reciproca e amorevole “critica costruttiva” porterà l’arte dove non era mai stata prima.

 

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Un post condiviso da JOSEF ALBERS (@josef.albers) in data:

In molti, fra i critici, amano distinguere il Johns “con” Raushenberg e il Johns “post” Rauschenberg. Si tratta del periodo 1955-1961. Nel 1961, infatti, la loro storia termina. Malamente. A causa, sembra, di un tradimento. Jasper, uomo e artista che usa le proprie parole come fossero opere d’arte, soppesandole, ha detto, a riguardo del suo rapporto con Robert Rauschenberg:“The relationship with Bob was extremely important to me,  as an artist and as a human being. To have it or not to have it, it is a huge difference”

Oggi Jasper Johns vive da eremita a Sharon, in Connecticut; un borgo rurale che conta non più di 2700 abitanti. Dalle finestre del suo studio, dove ancora lavora, ogni giorno, si può osservare con calma il paesaggio circostante, fatto di molti alberi e tanta natura.

Appare vasto.

E infinitamente solitario.

 

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Un post condiviso da Laura Sweet (@ifitshipitshere) in data: