Wellbeing

Intervista a Ella Mills: come costruire un impero sul benessere

12.12.2018 | By ANNA MADSEN

Un’intervista con la chef vegana Ella Mills, fondatrice del marchio vincente ‘Deliciously Ella’

Stando a fonti come The Economist, il veganismo è in ascesa. L’atteggiamento consapevole è sempre più in voga, non soltanto in materia di salute, ma anche di benessere animale e riduzione dei gas serra per fermare il cambiamento climatico. Ella Mills era già un passo avanti agli altri quando, nel 2012, lanciò ‘Deliciously Ella’– un food blog sulla cucina di piatti vegetali privi di glutine, zucchero e soia. Grazie a quel potente strumento che sono i canali social, ha poi costruito un impero del benessere globale, raggiungendo con il suo messaggio milioni di persone.

I numeri di Deliciously Ella:

1 ristorante-negozio

4 libri di cucina pubblicati

6000 negozi che espongono i suoi prodotti

1,5 milioni di follower su instagram

15-20 milioni di impression settimanali su instagram

Ella, per chi ti conosce da poco, cosa ti ha spinto a iniziare a scrivere un blog sul mangiare sano e vegano?

È nato tutto per caso, in realtà. Ho avuto un grosso problema di salute nel 2012, quando frequentavo l’università, a causa di una condizione chiamata Sindrome da Tachicardia Posturale, che ostacolava il funzionamento del mio sistema nervoso autonomo – avevo grosse difficoltà nel controllo del battito cardiaco e della pressione sanguigna, oltre a problemi di digestione, fatica cronica, diverse infezioni e una serie di altri sintomi. Ho passato un po’ di mesi entrando e uscendo dagli ospedali e, una volta dimessa, trascorrevo altri mesi a letto prendendo un mucchio di medicine che, tristemente, non funzionavano. Ho davvero toccato il fondo, sia mentalmente che fisicamente, circa un anno più tardi; è lì che ho iniziato a cercare nuove strade da esplorare. Nacque in me un interesse verso il potere che hanno su di noi la dieta e lo stile di vita, così iniziai i miei esperimenti con la cucina vegetale. Postavo le mie creazioni su un blog, inizialmente: deliciouslyella.com. In qualche modo la cosa è decollata, crescendo in modo organico ma veloce e trasferendosi poi sui social media; e si è aggiunta una app, poi quattro libri, un ristorante-negozio a Londra e, adesso, quattro linee di prodotti alimentari distribuite in circa 6000 negozi su tutto il paese. È stato un bel tornado!

“Ho davvero toccato il fondo, sia mentalmente che fisicamente, circa un anno più tardi; è lì che ho iniziato a cercare nuove strade da esplorare”

Oggi hai quasi un milione e mezzo di follower su Instagram, una piattaforma che ti ha decisamente aiutato a diffondere il tuo messaggio. Ma hai anche fatto delle dichiarazioni sugli effetti negativi dei social media – quali sono, secondo te?

Penso che sia necessario, prima di tutto, avere le idee chiare su cosa siano i social media. Quello che offrono sono istantanee di qualcosa o qualcuno; la possibilità di condividere idee e ispirazioni; uno spazio dove persone affini possono trovarsi e creare una comunità sulla base delle loro passioni condivise – e tutte queste cose sono fantastiche. Quello che non bisogna fare con i social, invece, è intenderli come un resoconto attimo per attimo della vita di una persona; per questo non dovrebbero mai essere usati come metro di paragone tra noi stessi e uno sconosciuto su internet.

“[Instagram] non è un resoconto attimo per attimo della vita di una persona; per questo non dovrebbe mai essere usato come metro di paragone tra noi stessi e uno sconosciuto su internet”

Hai qualche consiglio da dare a chi sta pensando di fondare il suo marchio avvalendosi dei social come strumento di positive marketing e awareness?

Questo è un momento incredibilmente entusiasmante per intraprendere un’attività: per la prima volta nella storia puoi costruirti la base clienti e l’awareness del tuo marchio in modo gratuito. Noi, prima di quest’anno, non avevamo nemmeno un dipartimento marketing, ed eravamo già a 5000 rivenditori – tutti i nostri traguardi li avevamo raggiunti costruendoci la nostra comunità online.

“Credo che il tocco personale sia qualcosa di essenziale – deve essere genuino e autentico, quello che posti deve essere utile a chi ti legge”

La nostra pagina Instagram ora riceve tra i 15 e i 20 milioni di impression a settimana, ed è uno strumento estremamente potente per noi, nonché un modo assolutamente incredibile di coinvolgere personalmente i nostri lettori, che sono il cuore pulsante della nostra attività. Sono ancora io a dirigere tutti i nostri canali social, non abbiamo nessuna figura che si occupi di questo lato del nostro brand, e non so nemmeno se mai l’avremo. Credo che il tocco personale sia qualcosa di essenziale – deve essere genuino e autentico, quello che posti deve essere utile a chi ti legge.

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L’attività

Anche tuo marito è coinvolto nella tua attività; come ti trovi a lavorare con lui?

Mio marito è mio socio, nonché CEO di Deliciously Ella. Adoro lavorare insieme a lui; può avere i suoi svantaggi – primo fra tutti la difficoltà di ‘staccare’ dal lavoro anche solo per un attimo – ma il fatto di aver creato la nostra attività di famiglia, poter girare il mondo e costruire qualcosa che curiamo insieme è qualcosa di incredibilmente speciale. Lui si occupa dello sviluppo commerciale, supervisiona il reparto finanziario, la catena di fornitura, varie operazioni etc. Io dirigo il brand e la parte creativa, controllando tutto ciò che vedi e che senti, non solo a livello di sapori, del marchio. Questo significa che i nostri ruoli sono piuttosto separati, e credo sia la chiave della nostra armonia.

Puoi parlarci in qualche sfida che hai dovuto affrontare lungo il tuo cammino, e di quello che hai imparato grazie ad esse?

Sulle cose che ho imparato ci sarebbe tantissimo da dire. Prima di tutto, l’atteggiamento: devi essere pronto a mettere tutto te stesso nel tuo progetto, devi essere felice di lavorarci ventiquattr’ore al giorno, dedicando al tuo obiettivo ogni ultima goccia di amore, passione ed energia che ti rimane. Ci saranno momenti in cui ogni opzione ti sembrerà impossibile, con il mondo che ti cade addosso, ed è a quel punto che, invece, tu non puoi cadere – devi trovare da te la via d’uscita. Circondati delle migliori persone possibili, metti il tuo ego da parte e impara a riconoscere dove puoi aiutare la tua attività e dove non puoi – dove stanno le tue capacità e, ancor più importante, i tuoi punti deboli. Lavora in squadra, ascolta tutti e dai potere alla tua squadra ogni giorno.

“Devi essere felice di lavorarci ventiquattr’ore al giorno, dedicando al tuo obiettivo ogni ultima goccia di amore, passione ed energia che ti rimane”

Sii parte attiva della tua community: ogni cliente è essenziale alla tua crescita; tienili da conto, prenditi del tempo per loro e ricorda che quello che loro vogliono è la cosa fondamentale. Ma, cosa più importante di tutte, devi avere una motivazione solida – sii consapevole del perché stai facendo tanti sforzi; nella maggior parte delle imprese si ha chiaro solo quello che si sta facendo, ma l’ingrediente magico è nel sapere perché lo si sta facendo. Inizia con un ‘perché’, questo aiuta davvero tanto!

Come si fa a diventare vegani in modo responsabile?

Credo che la chiave stia nel a fare ciò che sentiamo sostenibile e, quindi, piacevole; ma, di sicuro, tutti dobbiamo mangiare più cibi vegetali. Gli scienziati dicono che passare a una dieta vegana sia uno dei pochi contributi davvero significativi che possiamo dare per fermare la catastrofe climatica; stimano che, se il mondo intero passasse a una dieta a base vegetale, potremmo ridurre le emissioni totali di gas serra del 23% (la metà dei benefici verrebbe dalla ricrescita boschiva sui 3,1 miliardi di ettari adibiti all’allevamento, che non servirebbe più). È sconvolgente anche vedere che, dal 2000 in poi, un’area che un tempo era foresta tropicale delle dimensioni di Regno Unito, Francia, Germania, Spagna e Portogallo messi insieme, sia stata disboscata o incendiata per fornire pascoli e foraggio, con disboscamenti record negli ultimi due anni.

La deforestazione, attualmente, è la principale causa dell’estinzione della fauna selvatica. E, in questo momento, stiamo anche uccidendo circa 56 miliardi di animali d’allevamento all’anno. I dati sono incredibilmente sconvolgenti, e tutto questo senza contare quanto bene farebbe alla nostra salute un aumento della quota di cibi vegetali nelle nostre diete. Il punto non sta nel votarsi a una dieta 100% vegana, ma nell’iniziare a godersi e includere nella nostra vita più prodotti vegetali.

“Di sicuro sicuro, tutti dobbiamo mangiare più cibi vegetali”

Yoga

Tu ora sei un’insegnante di yoga certificata. È stata una naturale evoluzione del tuo business legato al benessere? Quali risultati percepisci, attribuibili a una pratica frequente dello yoga?

Ho fatto il mio training in agosto 2018 e l’ho adorato, è stata un’esperienza assolutamente fantastica – ho imparato tantissimo, la sensazione è quella di aver appena iniziato un nuovo viaggio entusiasmante. Ho iniziato a fare yoga cerca sei anni fa, durante la mia malattia, quando non ero fisicamente in grado di fare molto, a causa dei problemi di frequenza cardiaca e stanchezza cronica, perciò ho cominciato con pratiche di restorative yoga e scoperto che avevano un effetto sulla mia mente potentissimo. Insegnarlo e portarlo dentro Deliciously Ella è una cosa che amo davvero. È importante per me mostrare che per sentirsi bene ci vuole un approccio olistico, a 360 gradi; non dipende semplicemente da quello che metti nel tuo piatto.

Il futuro

Quali sono i prossimi progetti di Deliciously Ella? Come pensate di restare sulla cresta dell’onda, come business, in un panorama sempre più competitivo?

Abbiamo un sacco di progetti! Abbiamo appena iniziato un podcast e terminato la prima stagione, perciò stiamo pianificando la seconda per farla partire a gennaio; abbiamo anche lanciato una nuova gamma di pasti surgelati con soli ingredienti vegetali naturali (sono super entusiasta di questa linea!), perciò lavoreremo per incrementarne la distribuzione, così come quella di altri nuovi prodotti. E inizieremo anche a lavorare a un’espansione della nostra attività all’estero.