Points of view

Il sacrificio del cervo Barry

31.10.2018 | By PAOLO BOCCHI

Il ruolo di Martin ne “Il Sacrificio del Cervo Sacro” ha portato Barry Keoghan a diventare una star del cinema. Ma è un altro sacrificio che lo ha reso quel che lui è oggi. Un sacrificio terribile. Un evento dal quale si torna cambiati. Per sempre

Recentemente, a chi si è recato in una sala cinematografica, sfidando la propria pigrizia
che gli sussurrava, con voce seducente, “di rimanersene a casa”, proponendogli una delle tipiche maratone “da serie tv e divano”, per la durata dell’intero fine settimana, potrebbe essere capitato di imbattersi in uno degli inizi di film più “bui”, da molti anni a questa parte.
Si tratta di un inizio-omaggio più o meno diretto al maestro dei maestri, Stanley Kubrick:
un minuto intero trascorso nel buio più totale, sulle note di Franz Schubert, con un battito pulsante, a ritmare, a dettare, l’inizio di questo film dalla mano registica, “made in Greece”,
di Yorgo Lanthimos, già regista dello stranissimo e apprezzatissimo “The Lobster” di qualche anno fa.
In “Odissea nello Spazio”, il buio era squarciato dalla scintillante astronave Discovery One.
Nel sacrificio del Cervo Sacro, ecco un’operazione chirurgica a dare lo start.
Data la mano greca, in sala regia, ecco il tema del Cervo Sacro: come quello ucciso da Agamennone, chiamato a rispondere della sua arroganza con il sacrificio della figlia, Ifigenia.
Si sa, la Grecia, con le sue mille storie tramandate oralmente, è generosa fucina di idee,
per chi è abbastanza còlto, umile e intelligente da saperle utilizzare con astuzia e rispetto.
Il sacrificio, dunque, come punto di partenza e arrivo.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Barry Keoghan (@keoghan92) in data:

Come nella vita dell’attore più “in forma” di questo film di Lanthimos: il giovane Barry Keoghan, che interpreta Martin.
Nella vita reale di Martin, un sacrificio si compie prematuramente.
Sua mamma viene portata via da questa vita quando Barry ha solo 12 anni, da una mortale overdose; il sacrificio più grande che possa verificarsi, nella vita di un uomo.
Nella vita di Barry, un sacrificio lo porta sulle vette dello star system cinematografico:
la sua interpretazione nel Sacrificio del Cervo Sacro, per l’appunto.
Storie di vita.
Storie di sacrifici.
Barry Keoghan, irlandese, nato a Dublino il 17 ottobre 1992, è uno degli attori che sta cavalcando la tanto ambìta “ondata di successo”, finalmente arrivata, per lui.
“Adesso che le interviste si moltiplicano, si moltiplicano anche le volte in cui qualcuno mi chiede cosa ha significato per me perdere mia madre, a quell’età, e in quel modo. Beh, rispondo che la sua tragica morte ha modellato in maniera definitiva la mia forma, ciò che sono, in fondo, oggi.”
Cresciuto in una Dublino anni 90 piagata dall’eroina, dopo avere perso la madre, Barry cresce con zia e nonna, insieme al suo inseparabile fratello Eric. La svolta arriva con la sua partecipazione ad uno “street-casting” per una piccola produzione cinematografica.
È l’inizio.

Barry,a  17 anni, ottiene il suo primo ruolo. E pochi mesi dopo, lo stesso regista gli propone un altro ruolo. Seguono diverse partecipazioni a diverse produzioni televisive, fino ad arrivare allo spartiacque: Dunkirk, 2017.

Chris Nolan lo vuole, e il sogno del bimbo Barry diventa realtà: è un attore, a tutti gli effetti!

Ma le cose vanno ancora meglio.

Se in Dunkirk la vastità del cast poneva Barry nel mucchio degli “uno fra tanti”, l’attore Keoghan trova finalmente un ruolo “di peso” in cui far emergere, valere e vedere tutto

il suo innato talento. L’occasione ha il nome di Yorgo Lanthimos, il film è Il Sacrificio del Cervo Sacro, il suo ruolo è quello di Martin; un ruolo scuro, mentalmente pericoloso.

Come l’ondata improvvisa di popolarità che lo ha investito, e dalla quale Barry cerca quotidianamente di non farsi travolgere.

“La cosa strana è che trovo persone per strada che mi chiedono di che colore sono i miei calzini. Gente che prima non mi conosceva. E che oggi mi apprezza per questo mia parte “psycho”.

Ma c’è davvero bisogno di essere “psycho” per consigliare il colore dei calzini da indossare?

Cercando l’ardua risposta al folle quesito, Barry Keoghan ha nel frattempo lavorato in American Animals e Y: The Last Man.

Two Thumbs Up!