Film e serie tv

Il giallo del detective: quando il mistero sta nel protagonista

30.04.2019 | By MICOL PIOVOSI

Ci sono gialli che ci prendono per l’efferatezza del crimine, altri per le circostanze particolari in cui è avvenuto, altri ancora per la storia delle vittime. Ma non c’è investigazione più appassionante di quella condotta da un detective che è già, di per sé, un mistero. Un giallo che gli spettatori amano decifrare, analizzare e teorizzare. Protagonisti esemplari, dalle caratteristiche fuori dal comune ma in grado di apportare un esito sorprendente ai casi ai quali lavorano: detective tutti da scoprire.

Nick Sax

 

Droga, superalcolici e una carriera da sicario. Ecco Nick Sax, il protagonista di Happy! – serie a fumetti recentemente portata sui grandi schermo da HBO. Un protagonista fuori dagli schemi, non solo per i suoi “piccoli” difetti. Dopo un infarto, Nick trova un fedele compagno: un piccolo unicorno blu volante chiamato Happy, che solo Nick è in grado di vedere. Happy dichiara di essere l’amico immaginario di Hailey, la figlia che Nick scopre solo ora di avere. L’evoluzione di Nick è graduale: lo vediamo combattere con la sua identità passata, quella del detective modello, con quella presente di ubriacone senza speranza e con quella che vorrebbe assumere per sua figlia, che lo vede come un idolo. La forza di Nick Sax è proprio questa, essere quanto mai lontano dall’ideale del buon detective ma anche da quello dell’antagonista.

 

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Dana Scully

 

Insieme al partner Fox Muder, Dana Scully ha conquistato generazioni con il suo ruolo in X-Files. Durante le numerosissime stagioni, la sua evoluzione e storia diventano sempre più sorprendente. La vediamo iniziare a lavorare per l’FBI ancora giovane e inesperta, con la sua fede cattolica a farle vedere la luce in un mondo misterioso e inspiegabile. La sua fede è in forte contraddizione con il suo spirito analitico, il suo scetticismo verso il paranormale e soprattutto la sua altra grande fede: la scienza. In un panorama dominato da detective maschili, Scully ha rivoluzionato le regole dei crime show dando a tantissime ragazze un modello da seguire. Tanto da meritarsi un fenomeno chiamato “Effetto Scully”, che ha ispirato molte giovani donne a intraprendere la carriera scientifica, medica e delle forze dell’ordine.

 

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Dirk Gently

 

Nato dalla penna dell’esuberante Douglas Adams, Dirk Gently ha anche raggiunto gli schermi con la omonima serie su Netflix. Proprio come il suo creatore, Dirk Gently (pseudonimo di Svlad Cjelli) si presenta come un detective decisamente sopra le righe. Gently è infatti un grande sostenitore del suo “metodo olistico”: tutto è collegato, direttamente o indirettamente. E questo è il metodo che Gently utilizza per risolvere i suoi casi. Attraverso azioni che, all’apparenza, sembrano non centrare nulla con il problema. Gently è, a tutti gli effetti, uno psichico – sebbene neghi tale evidenza. Ma le sue capacità paranormali non lo aiutano certo a guadagnare: il suo studio sgangherato ne è la dimostrazione. A metà fra ciarlatano e profeta, Dirk si merita davvero una menzione d’onore nell’Olimpo dei detective fuori dalla norma.

 

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Monk

 

Sconvolto dalla morte violenta della moglie Trudy, il detective del Dipartimento di Polizia di San Francisco Adrian Monk finisce vittima di una crisi nervosa. Per questo, viene cacciato dall’arma. Monk diventa così un recluso, rimanendo rinchiuso nella sua casa per tre anni e mezzo. Solo con l’aiuto della sua assistente e infermiera Sharona, Monk sarà in grado di uscire e iniziare a lavorare come detective privato e consulente per l’unità omicidi. Ma i suoi metodi investigativi non saranno più gli stessi: Monk è in costante conflitto con il suo disturbo ossessivo-compulsivo e le sue 312 fobie. Esatto, 312: latte, altezze, asimmetrie, coccinelle… Ma sono proprio i suoi disturbi ad aiutarlo nelle sue investigazioni: la sua memoria fotografica, l’ossessione per il dettaglio… L’esatto opposto del detective senza macchia e senza paura.

 

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Dale Cooper

 

Nero come una mezzanotte senza luna piena. Ecco il caffè secondo Dale Cooper, detective protagonista di Twin Peaks, l’iconica serie TV nata dalla mente di David Lynch. Dale è un uomo buono, saggio, dai solidi principi morali. Fin qui sembra tutto rientrare nel clichè dell’investigatore, ma non è così. Dale è dotato non solo di un umorismo alquanto particolare, ma anche da dei modi di fare decisamente fuori dagli schemi e una passione spropositata per le crostate alla ciliegia e il caffè. Quando non è alla tavola calda davanti a una tazza fumante, Dale registra una sorta di diario quotidiano mediante un piccolo registratore che porta sempre con sé. Appassionato di misticismo e mitologia tibetana, Dale entrerà nel cuore del mistero della cittadina di Twin Peaks anche grazie alle sue doti particolari. Sicuramente, non ci sarebbe potuto essere detective migliore per un luogo come quello nato dalla mente intricata di Lynch.