Culture

Il fascino di vedere il mondo dall’alto: Dronegram

31.01.2019 | By ELENA LONGARI

Instagram ci ha mostrato praticamente tutto quello che avremmo mai voluto vedere e desiderato. Dalle vite perfette dei guru della mindfulness ad alcune delle spa più remote del mondo, la lista delle ‘cose che non possiamo avere’, lì affollate davanti ai nostri occhi, è infinita.

Ma, con l’arrivo del 2019, ecco che Instagram inizia a perdere il suo smalto ; quell’Uovo che ha battuto tutti i record non è che una prova del bisogno impellente di fuggire da uno stile di vita digitale che ormai ci sta stretto, se tutto ciò che serve a vincere la gara dei like non è nient’altro che un dannato, banale uovo intatto.

Ma Instagram ha ancora un lato inesplorato e degno di attenzione: ed è quello del ‘from above’, ovvero delle foto scattate da droni in volo. Una prospettiva che non smette mai di affascinarci, in quanto – da umani – non riusciremo mai a ottenerla senza l’aiuto delle macchine.

Dalla quinta edizione di Dronestagram all’ hashtag  #dronegram, siamo stati anche noi per un po’ con la testa fra le nuvole in cerca delle foto più ipnotiche mai scattate da droni.

Dronestagram

Si tratta di una competizione che vede riunite alcune delle foto dall’alto più singolari mai scattate, nella quale il nostro ‘eagle eye’ raggiunge luoghi che nemmeno le vere aquile vedrebbero mai. Dronestagram è giunto alla sua quinta edizione, perciò che ne dite di dare un’occhiata ai vincitori di quella del 2018?

Primo posto

Stregato dall’unione tra arte e tecnologia incarnata dai droni, ‘Zekedrone’, al secolo Martin Sanchez, diventato pilota di droni dopo gli studi di graphic design e UI/UX video game design, afferma:

 Gran parte della mia ispirazione arriva dalla natura e da come si mostra a noi. La parte più interessante della fotografia coi droni sono i risultati inaspettati: quando stai catturando la natura e ti trovi di fronte a pattern e forme che catturano la tua attenzione

Questi ippopotami della Tanzania che fanno il bagno sono valsi al suo drone shot il primo posto.

 

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Secondo posto

Trung Pham è vietnamita e i suoi scatti hanno quel tratto unico che solo la prospettiva di un drone può dare: lo sguardo su qualcosa che un essere umano non potrebbe mai vedere, afferrare, elaborare. Le sue reti da pesca appaiono per quello che sono solo dopo un’occhiata più attenta e ravvicinata: al primo sguardo vediamo piuttosto delle pennellate illuminate da una sorta di sgargiante luce led.

 

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Terzo posto

2 persone, 2 cani e 4 ombre: uno scatto stimolante, uno di quelli di cui non riesci a venire a capo. Dove sono le due persone? Non è che sono loro le ombre? Scattata dall’ucraino Yevhen Samuchenko (anche conosciuto come Q-lieb-in), la foto incarna un’estetica di moderno escapismo, che si rifà al minimalismo come insieme di valori, tra i quali quello di ritornare in contatto con madre natura e con altri compagni umani.

Delle sessioni fotografiche notturne amo il fatto che il ritmo è rallentato — puoi staccare dal caos diurno e, siccome i tempi di esposizione sono lunghi, niente ti impedisce di contemplare il cielo stellato. Se mi concentro a guardare la maestà del cielo notturno, sento di essere una singola particella dell’Universo, che si fonde in un tutt’uno con il resto

 

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#dronegram

Riempi il tuo feed di paesaggi naturali, che siano paesi delle meraviglie invernali, scorci del verde più verde o le coreografie create dalle strade che tagliano il profilo metropolitano, che solo da questa angolazione riesce a sembrare un elegante riccio di mare.

 

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Forme architettoniche che nessun occhio umano sarebbe mai in grado di vedere in questo modo. La ricerca di foto sotto l’ hashtag  #drongram è simile alla ricerca della perfezione, perché la maggior parte degli scatti che vi si trovano sarebbe del tutto adatta a fare da quadro sul muro del tuo soggiorno.

 

 

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Non siete intrigati e sconcertati da queste foto?

Perciò – una tantum – dobbiamo ringraziare Instagram, per averci dato la possibilità di vedere per la prima volta ciò che è impossibile vedere!