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Gli effetti benefici dell’arte all’aperto e dove trovarla

14.03.2019 | By MILLY BURROUGHS

Mentre in tutta Europa arrivano i primi segni della primavera, ecco che, dopo un inverno di paziente attesa del ritorno della luce, l’ottimista che c’è in ognuno noi riceve la sua prima, agognata ricompensa sotto forma di iniezioni anticipate di vitamina D. Decenni di ricerca hanno confermato che la ‘vitamina del sole’ ha un ruolo decisamente centrale nel nostro benessere: ci protegge dalle infiammazioni, abbassa la pressione, mantiene i muscoli sani e migliora le funzioni cerebrali. Ma il nostro stile di vita sempre più digitale e sempre meno ‘offline’ spesso ci fa dimenticare quanto un’azione così semplice, quella di un giro all’aria aperta, possa migliorare il nostro stato mentale e la nostra produttività.

Che la fruizione dell’arte possa avere valore terapeutico è un concetto ormai risaputo, eppure raramente la si considera un’attività da fare all’aperto; ma perché? Abbiamo paesaggi naturali meravigliosi, dall’impareggiabile potere rilassante; non dovremmo combinare le due cose? Prima di internet, degli smartphone e della costruzione diffusa di gallerie e musei, alcuni artisti sceglievano il paesaggio come palcoscenico per le loro opere, con le stagioni a offrire uno sfondo in continuo mutamento. Per fortuna, oggi nel mondo esistono molti luoghi dedicati all’arte all’aperto, frutto di pianificazioni urbane sia eleganti che lungimiranti in termini di salvaguardia dell’ambiente. Che viviate in una città frenetica o che preferiate il silenzio assordante della campagna sperduta, l’arte all’aperto, nell’incomparabile maestà dei nostri paesaggi, ha qualcosa da insegnarvi.

Jonty Wilde, courtesy Tate

Annidato tra i grattacieli di Manhattan, il famoso Museo d’Arte Moderna di New York include un parco di sculture circondato da skyscraper torreggianti, che ospita alcuni lavori degli artisti contemporanei più famosi al mondo; mentre a Londra, arroccata sulla riva meridionale dell’iconico Tamigi, la Tate Modern ha appena inaugurato una nuova mostra dedicata a Franz West, ospitandola nella sua area verde di recente annessione che si estende verso il sud della città. Qui troviamo sei sculture dalle tinte sgargianti tra cui ‘Dorit’, un’opera in alluminio dipinto rosa alto 6 metri. Tuttavia, per godere dell’arte all’aria aperta nel modo più autentico, come inteso dagli artisti di un tempo, vale la pena spingersi un po’ più lontano, verso nord, nei quattro riding dello Yorkshire, caratterizzati da paesaggi così mozzafiato da valere alla contea l’appellativo locale di ‘God’s own country’.

 

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Yorkshire Sculpture Park

Artista centrale e rinomato, lo Yorkshireman Henry Moore disse: “La scultura è un’arte da aria aperta. La luce del giorno e il sole le sono indispensabili e il suo palcoscenico e complemento perfetto, per me, è la natura.” Nato nel West Yorkshire, nella città mineraria di Castleford, Moore è celebrato nel mondo in quanto pioniere dell’arte scultorea e, insieme alla conterranea e altrettanto rinomata scultrice Barbara Hepworth, ha ispirato l’istituzione dello Yorkshire Sculpture Triangle, riconosciuto a livello internazionale.

Jonty Wilde

Il percorso collega quattro destinazioni straordinarie—la Leeds Art Gallery, lo Henry Moore Institute, lo Hepworth Wakefield e lo Yorkshire Sculpture Park—estendendosi per decine di km di territorio e, invece di portare le opere degli artisti selezionati in altre strutture, incoraggia gli amanti dell’arte (e dell’avventura) ad attraversare la varietà di paesaggi di Leeds, Wakefield, Castleford e non solo, esplorando la topografia dell’area per entrare così nella prospettiva degli artisti in questione.

Jonty Wilde

L’impronta contemporanea della sua gestione e l’animo antico del patrimonio culturale di questa terra, trasformata in rinomato parco di sculture, danno vita a un’apprezzata contrapposizione: l’effetto è provocatorio e, al contempo, rilassante. Aperto nel 1977, È stato il primo parco dedicato alle sculture del Regno Unito, anche se l’idea alla sua base fu ampiamente ispirata da un certo numero di mostre all’aperto tenutesi tra gli anni ’40 e ‘70. A differenza di molte altre gallerie all’aperto, qui la collezione è in continuo cambiamento, con poche installazioni permanenti; è costituita da prestiti a breve e lungo termine, regali di artisti e di privati, nonché pezzi commissionati appositamente per il sito e accoglie 300mila visitatori all’anno. Ogni momento è buono per visitarla e aspettatevi di trovarci almeno 80 sculture e installazioni, sapientemente sparpagliate lungo il paesaggio tondeggiante. La conformazione e organizzazione uniche del territorio creano una cornice perfetta per alcuni pezzi inaspettati. Le mostre in corso includono opere di Ai Weiwei, Giuseppe Penone e Katrina Palmer.

Jonty Wilde, courtesy of YSP

Hauser & Wirth Somerset

La galleria d’arte moderna e contemporanea svizzera Hauser & Wirth ha raggiunto il successo a Zurigo, Londra, New York, Los Angeles, Hong Kong e Gstaad, ma per una art experience davvero memorabile vale la pena di fare un viaggio nel Somerset, nel sud-est dell’Inghilterra. Ospitato dal pittoresco villaggio di Bruton e circondato dalla meravigliosa campagna inglese, lo spazio di questa galleria rurale, che ha aperto i battenti nel 2014, comprende gli edifici di Durslade Farm, classificati dal governo come Grade ll*, ovvero di interesse straordinario. Pur ospitando una serie di nomi altisonanti dell’arte contemporanea, nonché opere di pionieri internazionali della scultura come Alexander Calder, la galleria mantiene uno stretto legame con il patrimonio agricolo del sito, con l’apprezzatissima recente aggiunta del Roth Bar & Grill, dove i viaggiatori affamati possono godersi un menu delizioso a base di prodotti locali e stagionali in un’atmosfera rilassata e conviviale. .

Heather Edwards

Le mostre in corso celebrano artisti locali come Catherine Goodman Eve e le opere multimediali del talento Matthew Day Jackson, in residenza artistica. Le aree esterne ospitano un programma di sculture all’aperto in continuo cambiamento, grazie alle opere degli artisti della galleria, mentre il meraviglioso giardino è frutto della mente del designer del paesaggio danese Piet Oudolf, apprezzato a livello mondiale.

Barbara Hepworth Museum and Sculpture Garden

A circa 600 km dalla città natale dell’artista, Wakefield (la città dello Hepworth Wakefield, che fa parte dello Yorkshire Sculpture Triangle), il Barbara Hepworth Museum and Sculpture Garden è aggrappato al lungomare di St Ives, nel punto più a sud di tutta l’Inghilterra. La famosa scultrice nonché icona dell’arte britannica si trasferì in Cornovaglia con il marito Ben Nicholson (anche lui artista) e il resto della sua giovane famiglia nel 1939, all’inizio della Seconda Guerra Mondiale.

Barbara Hepworth - Tate, Andrew Dunkley and Mark Heathcote

Visse e lavorò nello Studio Trewyn—ora diventato il Barbara Hepworth Museum—dal 1949 fino alla sua morte nel 1975. Hepworth dispose che la sua casa-studio fosse trasformata in un museo delle sue opere, perciò, dopo la sua morte, sia il Trewyn Studio che molti dei suoi lavori rimasti furono donati alla nazione e affidati alla Tate Gallery nel 1980. Questo luogo incredibile offre la rara opportunità di osservare le opere di un’artista circondati proprio dal paesaggio che le ha ispirate.

Barbara Hepworth - Tate, Andrew Dunkley and Mark Heathcote