Culture

Gender: chi paga a un appuntamento al buio?

08.06.2018

Abbiamo analizzato la parola gender in tutte le sue ramificazioni possibili, dalla moda, al cinema, alle personalità dello showbiz, della musica e ovviamente dal punto di vista dei nostri corrispondenti.

 

Ma per noi e voi, cosa implica in termini pratici la parola gender quando si tratta del mondo degli appuntamenti?

Chi paga a un appuntamento in assenza del cliché ‘è l’uomo che paga’ a cui rifarsi, quando i due piccioncini sono dello stesso genere?

Un post condiviso da Tinder (@tinder) in data:

Esiste ancora quel cliché? Chi paga al primo appuntamento nel 2018, quando il dating è veloce come uno swipe di Tinder e il concetto ‘ragazzo corteggia ragazza’ è vecchio come una gonna a pieghe?

Secondo una ricercar di Match.com:

 

Online Dating: il 56% dei single LGBTQ sono usciti con qualcuno conosciuto online, e tra loro i single transgender sono quelli che contano un numero maggiore di incontri online (65%).  Inoltre, l’anno scorso il 46% dei single ha incontrato un partner su un’app di incontri.

 

 

Per capire se il mondo del dating è un posto migliore o peggiore rispetto ai tempi in cui scrivevamo a mano ‘vuoi uscire con me’ su un pezzettino di carta e lo facevamo passare attraverso tre file di banchi fino alla persona per cui avevamo una cotta sin dal primo giorno di scuola, dobbiamo dare un’occhiata a come le persone si comportano a un appuntamento nel 2018.

E’ online che tutto accade. Che siate etero o no.

Diciamo che non siete etero e vi trovate a uno di quegli appuntamenti semi al buio – perché sappiamo tutti quanto quelle foto profilo in fondo siano diverse dalla realtà. Ed è qui che possiamo iniziare a fare le nostre speculazioni:

  • Si tratta di un drink dopo cena? L’uomo solitamente fa la mossa di tirare fuori il portafogli e se non lo fa, beh, vi suggeriamo di non uscirci una seconda volta.
  • Siete fuori a bere un caffè? Leggi sopra.

Le cose si complicano un po’ quando si esce a cena. La moneta sonante, in sintesi quanto si finisce per spendere, è al centro delle regole non scritte su chi paga a un appuntamento, purtroppo. Una cena costa di più, ed è qui che la cosa si fa interessante.

 

M.A.  D.A.V.V.E.R.O.?

 

Ed è qui che il dibattito ha inizio.

Nel mondo dei single, una cena al buio organizzata da altri comporta doversi preparare per l’ignoto. Un appuntamento al buio che organizzate voi stessi su internet implica il fatto che uno dei due deve aver proposto dove andare: se nel mondo etero ci sia aspetta che sia l’uomo a pagare, i single LGBTQ tendono sempre a dividere il conto.

 

Secondo una ricerca di Match.com. Chi paga? I single LGBTQ dicono che chi ha proposto di uscire dovrebbe pagare (62%) oppure semplicemente dividono il conto (44%).

Ma dipende.

Se proponete di andare da Bulgari e il vostro compagno/a vi risponde ‘Sì, adoro quel posto, ci vado almeno un paio di volte al mese’, sapete che non si farà troppi problemi a dividere un conto salato.

Se non siete un single LGBTQ e proponete al lui in questione di andare da Bulgari e lui acconsente – senza neanche chiedervi se ci andate spesso – probabilmente ha capito un paio di cose su di voi:

  • Siete ad alto mantenimento, probabilmente
  • Siete in cerca di un ricco Principe Azzurro

Un post condiviso da ??Tomo?? (@to.mo_gram) in data:

Potremmo addirittura portare il dibattito su un altro livello provando ad abolire tutti i preconcetti sul genere. Questo ragazzo fa tuonare YouTube con una nuova teoria: ‘Se ti non offri di pagare [da donna], non ti hanno insegnato come si fa’.

Ecco il video.

Chiamatelo galateo del dating o gender equality.

Chiamatelo come volete, ma i soldi non determinano più gli sviluppi delle nostre relazioni.