Points of view

Es Devlin: arte contemporanea e interattiva, al massimo livello

25.03.2019 | By PAOLO BOCCHI

Andare a New York per l’inaugurazione di un progetto dello studio BIG, e scoprire, grazie all’architettura di Biarke Ingels, una vera e propria stella dell’arte contemporanea: Es Devlin. Un’artista che ha lavorato, fra gli altri, con gente del calibro di Beyoncè, Adele. U2, The Weeknd, ecc

La nuova tendenza in atto negli Stati Uniti vede sempre più spesso l’arte uscire dai ristretti ed elitari spazi delle più o meno famose gallerie per arrivare direttamente sulle strade.

In maniera intelligente e sovversiva, gli artisti si stanno impossessando degli spazi pubblici di edifici residenziali e/o commerciali di recente costruzione, con una mossa strategica che ha sbaragliato e stupito addetti ai lavori e non. Capita così che ci si possa imbattere in una scultura di Anish Kapoor alla base di un TriBeCa building; che si possano osservare opere di Robert Indiana in un condominio di Miami, e che si resti affascinati dai lavori di Olafur Eliasson per un “condo” di prossima apertura, sempre a Miami.

L’arte incontra gli spazi pubblici, dunque. E gli artisti, con le loro opere, incontrano diversi tipi di pubblico, ai quali probabilmente non avrebbero mai avuto modo di “parlare” altrimenti.

I costruttori e i venditori sembrano avere “fiutato” la nuova direzione, e si muovono di conseguenza. Lo standard progettuale prevede ormai una “sacra triade” a capo di qualunque realizzazione di edifici, per poter soddisfare i possibili futuri acquirenti: un architetto di fama internazionale, un grande interior-designer, e un grande artista. Questi gli ingredienti “vincenti”, oggi, per “il mattone & l’arte”, che convolano a nozze, con estremo piacere di entrambi. Una cosa impensabile e improponibile, solo qualche anno fa.

Uno degli esempi più recenti, e fra i più lampanti, della tendenza in atto, è sicuramente la cooperazione che ha preso vita durante la realizzazione della “XI Residential Towers”, a New York. Un progetto che ha visto Bjarke Ingels, architetto danese fra i più “à la page” del momento (e fondatore dello studio BIG, Bjarke Ingels Group), lavorare insieme a Es Devlin.

 

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E qui arriva “il dunque”. Non tutti sanno o sapevano (al momento dell’inaugurazione) chi fosse Es Devlin, e di cosa si occupasse. Oggi, grazie a quel vernissage artist-architettonico tenutosi nella grande mela, Es Devlin e i suoi visionari lavori sono entrati nella mente di chiunque abbia presenziato. E chi ha presenziato, ha diffuso, e diffonde “il verbo” Devlin.

Es Devlin è, fondamentalmente, una grande artista. I suoi campi d’azione spaziano dall’arte più “consueta” ai palchi degli U2 e di The Weeknd fino al rosso leone “aggiunto” di Trafalgar Square. Ma andiamo per gradi. Es Devlin lavora molto con “il palco”, con “il teatro”, con

“i concerti”, con “la danza”, ma non disdegna di attraversare i confini, esplorando e lavorando anche a progetti dedicati a gallerie o, come nel caso di cui sopra, a nuovi esperimenti in cui linguaggi-pubblici-opere entrino in contatto per la prima volta in forme diverse dalla abitudinaria consuetudine.

Tanto per non far nomi, Es Devlin ha lavorato con: Adele, The Weeknd, U2, Miley Cirus, Kanye West, Damien Hirst, Royal Opera House, Take That, Bregenz Festival, Lorde, Beyoncè…giusto per nominarne qualcuno.

A settembre di quest’anno, Es Devlin ha portato la poesia a Trafalgar Square, aggiungendo un “quinto” leone, di rosso dipinto, ai quattro esistenti, e utilizzandolo come “cavallo di Troia” per riuscire a regalare momenti di poesia in uno dei più importanti e storici punti di aggregazione di Londra, interagendo con il pubblico. Un rosso leone “ruggente poesia!”

Il titolo dell’installazione?

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Es Devlin è uno dei migliori esempi di arte contemporanea: la sua arte è in mezzo a noi,
e noi la viviamo ed esperimentiamo, godendone al massimo la potenza e la bellezza,
senza nemmeno accorgerci di essere noi stessi “parte integrante” dell’opera stessa.
Un’ultima cosa, a proposito di Es Devlin:
the best is yet to come: Poem Pavillion, Expo 2020, Dubai.