Curiocity

Durante il Salone del Mobile, a Milano, capita di toccare con mano il migliore design; anche là dove uno meno se lo aspetta, in metropolitana

17.04.2018 | By PAOLO BOCCHI

Tutti a Milano! Salone del Mobile, FuoriSalone, e mille altre occasioni per toccare con mano le nuove declinazioni del termine design. A Milano, il design, è ovunque. E a portata di tutti.  Ad esempio, nella linea 1, quella rossa, della metropolitana.

Milano è la capitale indiscussa del design. Almeno fino a oggi. Almeno sin qui.
Milano e il design viaggiano a braccetto dagli albori. Vuoi per la presenza “in zona” dei maestri del design, vuoi per la fortunata presenza nella cintura milanese di abili artigiani che traducevano i disegni in modelli tridimensionali, vuoi per la fondamentale presenza nell’area appena fuori città di industriali e industrie che si sono velocemente votati alla produzione pratica (e in serie) dei disegni-modelli-oggetti ideati e disegnati dai “maestri”.
Aprile è il mese in cui Milano respira design, ad ogni angolo.
Arrivano in città da tutto il mondo schiere di appassionati, addetti a lavori, curiosi, studenti, giornalisti, fotografi, registi, imprenditori, architetti e chi più ne ha più ne metta.
Salone. Fuori Salone. Le occasioni per toccare con man il design sono infinite, a Milano, in Aprile.
Una di queste occasioni, rimane spesso sconosciuta ai più, anche se “tocca” fisicamente tutti, o quasi, i partecipanti alla “kermesse” milanese dedicata al design.
Si tratta del progetto della metropolitana, linea 1, conosciuta anche come linea rossa.
Il progetto è del 1963 (la prima linea di metropolitana di Milano viene inaugurata nel novembre del 1964) e porta la firma di due mostri sacri: Franco Albini (architetto e designer)
e Bob Noorda (designer-architetto-grafico).
Quello della metro rossa non è solo un progetto, è una vera e propria opera d’arte di comunicazione visiva. Architettura, design, grafica, arredo, e funzionalità si fondono, sotterraneamente, per presentare ai fruitori della linea 1 un raro esempio di sistema perfettamente unificato, in cui tutti gli elementi sono integrati: fra loro,
e con la città sovrastante.
Il colore rosso a dominare e indicare. La gomma nera a bollini per una pavimentazione
“safe” in una metropoli spesso piovosa-umida-nebbiosa. Gli orologi con il quadrante fuori scala a segnare senza fatica l’importanza dell’ora esatta. La cartellonistica, interna ed esterna, ad accompagnare e guidare.
E, sopra a tutto, a coordinare l’intero progetto, iI corrimano tubolare (47,5 mm di diametro) che si srotola e col-lega l’insieme, come un rosso filo d’Arianna che aiuta a entrare e ad uscire dall’oscuro ventre della produttiva e affollata Milano di questi e quegli anni.