© Bruno Bruchi
Culture

Donne, vino e successo: le ‘creature in bottiglia’ di Giovanna Neri @Montalcino

02.01.2019 | By ELENA LONGARI

Il mondo è un posto migliore con un buon bicchiere di vino rosso per scaldarsi, una dolce coccola per rilassarsi, uno sfizio da assaporare durante i 10 minuti di detox dalle notifiche. Il mondo sarebbe anche un posto migliore se l’esortazione ‘facciamoci avanti’ di Sheryl Sandberg – COO di Facebook – riuscisse a incoraggiare le donne a entrare a far parte dei settori considerati ‘tabù’ per il sesso femminile. L’industria del vino è, credeteci o no, un campo dominato dagli uomini, ma l’impulso di Giovanna Neri ad avere successo e la sua maestria hanno reso più verosimile l’idea di un ‘mondo equo’.  

Le colline di Montalcino, il paesaggio bucolico che si vede solo sulle cartoline della Toscana, il cielo sereno e la terra rigogliosa sono il luogo dove troverete l’ufficio di Giovanna Neri: il suo compito è quello di gestire Col di Lamo, occupandosi della produzione del Brunello di Montalcino. Il suo è un tocco femminile, una dedizione che paragona a quella che solo le madri hanno per i loro figli.

Giovanna mi racconta di quando un giorno ha abbandonato la carriera di avvocato per diventare la predecessora di tutti quei Millennial che ai lavori d’ufficio preferiscono sporcarsi le mani sul campo vero e proprio.

Giovanna non aveva a disposizione un campo, ma una magnifica terra le ha mandato un richiamo forte e chiaro: sono state le colline, il sole all’alba e al tramonto e l’innato amore per la Toscana, dice.

‘Non solo, la natura di queste terre offre tante meraviglie, le gioie vere della vita, ed è tutto gratis!’

Oltre alle irresistibili bellezze toscane, Giovanna sente il legame con la terra radicato nei suoi ricordi d’infanzia, nelle famiglie di contadini di campagna che vivevano in un podere e i cui figli giocavano insieme all’aria aperta.  

Dice che la sua decisione di cambiare vita è nata nel 1997:

‘Mio padre era un produttore di vino e ho iniziato a lavorare nella sua azienda già quando ero una giovane donna. Dopo diverse ‘separazioni’ familiari e dopo aver finito gli studi di giurisprudenza, ho sentito l’impulso di stare a contatto con la terra. Poi ho messo in piedi Col di Lamo in totale autonomia, dato che all’inizio non avevo nemmeno un posto dove fare il vino: ho iniziato usando la cantina di un mio amico! Con tanto impegno e dedizione, sono poi riuscita a realizzare il mio sogno e a creare la mia splendida cantina, un’architettura che si fonde completamente con la naturale pendenza dei miei vigneti di Brunello’.

 

View this post on Instagram

 

A post shared by Col di Lamo (@coldilamo_digiovannaneri) on

Nel tentativo di creare qualcosa ‘per cui sarebbe stata ricordata, una seconda figlia’, Giovanna ha dovuto anche fare i conti con l’essere donna e farsi un nome nel settore:

‘Non ci sono vantaggi nell’essere donna e lavorare nell’industria del vino, posso assicurarvelo. Non dimentichiamoci che fino a 50 anni fa solo gli uomini potevano accedere a un’occupazione nell’industria del vino, quindi gli sforzi per le donne sono decisamente più considerevoli.’

Che ci crediate o meno fino ad oggi ricevo lettere indirizzate a Gianni, le persone pensano che la ‘a’ di Gianna sia un refuso

In un’era dominata dal femminismo e dal movimento #metoo, esiste ancora lo stereotipo per cui ‘le donne non dovrebbero bere alcolici?’. Stiamo pensando all’Italia soprattutto, perché in altri paesi europei come il Regno Unito e i paesi scandinavi questo stigma è stato superato tempo fa. Non sono riuscita a trattenermi dal chiedere a Gianna se fosse ancora così, anche in una terra dove il vino è radicato nella cultura di tutti.

‘Non sono una femminista e penso che le donne e gli uomini siano diversi ma complementari: conosco un sacco di donne con una passione per il vino e che addirittura ne scrivono. La differenza tra uomini e donne nei confronti del vino sta solo nel fatto che le donne hanno un approccio diverso, una diversa sensibilità. In generale, credo che il consumo di vino sia notevolmente diminuito oggi, e chi beve vino bada alla qualità più che alla quantità.’

La figlia di Gianna vuole seguire le orme della madre e sta studiando per diventare un’esperta di comunicazione nel settore del vino, ma, come Giovanna, sentirà un giorno ‘il richiamo della terra’ e a un lavoro d’ufficio preferirà la magia delle vigne?

Dubito fortemente che non sarà così.