Culture

Da passeggere a conducenti: le straordinarie storie delle donne biker

03.04.2019 | By MICOL PIOVOSI

E venne creata la bicicletta. Due ruote, un manubrio, una sella: abbastanza per mettere in moto una rivoluzione. Addio agli chaperone, perchè finalmente le ragazze possono correre lungo le strade in tutta libertà, addio a corsetti e gonnoni e benvenuta libertà. E se a questo oggetto apparentemente innocuo aggiungiamo un motore, come avvenne alla fine del diciannovesimo secolo…

 

Sembra incredibile, ma nei suoi primi anni di vita la motocicletta non era vista come il mezzo di trasporto dei fuorilegge. Al contrario, coloro i quali si mettevano in sella erano considerati dei veri e propri esploratori. E fra questi primi pionieri, ci sono delle donne. Donne che hanno aperto la strada a innumerevoli cambiamenti per i diritti del genere femminile.

Augusta and Adeline Van Buren

 

Sorelle e compagne di viaggio. Augusta e Adeline decidono di sfruttare la loro situazione privilegiata per mostrare che anche le donne potevano guidare le motociclette nell’esercito. Le due partono da Brooklyn, per arrivare a Los Angeles a bordo di due motociclette Indian Power Plus. Con le loro uniformi militari, Augusta e Adeline superano sentieri impervi, catene montuose  e clima avverso. Le due sorelle non riescono ad entrare nell’esercito, ma riescono a rimanere per sempre nella storia come le prime donne ad attraversare l’America con due motociclette.

 

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Bessie Stringfield

 

Non solo donna, anche afroamericana. Bessie Stringfield, diciannovenne e motociclista da soli tre anni, nel 1930 diventa la prima donna afroamericana ad attraversare da sola gli Stati Uniti. Questa impresa la fa entrare nell’esercito come staffetta, ruolo che ricoprirà per tutta la durata della Seconda Guerra Mondiale. Al termine del conflitto, Bessie si trasferisce a Miami dove fonda l’Iron Horse Motorcycle Club. Nel 1990 Bessie viene onorata dall’American Motorcycle Association come eroina dell’Harley-Davidson, grazie al suo impegno nel sovrastare le barriere per le donne e soprattutto per le donne afroamericane.

 

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Dorothy Robinson

 

Figlia di un rivenditore di motociclette, Dorothy scopre da subito il suo amore per le due ruote. E diventa da subito una vincitrice: Dorothy diventa la prima donna a partecipare alla Michigan’s 500-mile Jack Pine Motorcycle Run. I suoi avversari la temono, tanto da tentare di tenerla lontana dalle gare, senza successo: Dorothy riesce perfino a diventare co-fondatrice del Motor Maids, il primo club di donne motocicliste e ad oggi il più vecchio esistente.

 

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Vivian Bales

 

5,000 miglia e una motocicletta: ecco il viaggio intrapreso da Vivian Bales, la prima donna a finire sulla copertina del magazine “The Harley-Davidson Enthusiast”. Il resoconto della sua esperienza, durante la quale Vivian incontrò perfino il Presidente Herbert Hoover, divenne poi un articolo per il magazine della Harley-Davidson. Una vera e propria cover girl, ma non come semplice accessorio: Vivian è protagonista.

 

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La strada per la parità di genere non è ancora finita, soprattutto nell’ambito sportivo. Non lo sarà fino a quando la frase “donna in sella” ci farà pensare a modelle in pose succinte su giornali a target maschile. Ma sono tante le motocicliste che, ogni giorno da più di un secolo, si mettono in moto per cambiare le cose, andando contro alle convenzioni. Contro alla corrente che vede le donne passeggere, non conducenti.