Musica

Daniele Baldelli: L’inventore dell’afro/cosmic parla di Millennials e dell’uscita del suo EP

17.04.2019 | By ELENA LONGARI

Classe 1952, 50 anni di carriera nel fare musica da ballare. Eppure Daniele Baldelli è ancora in loop nel suo girotondo come resident nei club di tutto il mondo e con un nuovo EP, l’unica pensione in mente è quella degli hotel. Da un veterano come il ‘born in Cattolica’, fondatore del celebre Cosmic, dove ha dato vita per primo al genere afro/cosmic, non ci si può aspettare altro che una visione cosmica e oltre la linea temporale di cosa e sia la musica dance e di come farla andare. Daniele Baldelli forse non mastica il gergo Millennial, ma a lui forse non importa nemmeno sapere chi siano.

Non potevamo esimerci dal confrontarci con lui su quanto sarebbe bello tornare tutti al Cosmic, ma la realtà è che Baldelli tiene alto il livello anche nei posti fighi che il Millennial italiano medio se li sogna. Lui ha 67 anni. Spostatevi tutti!

D360: Il tuo nuovo EP ‘Surrounding Areas’ ti vede lavorare con un altro veterano di questo genere, Dario Piana. Come si sono incontrati i vostri percorsi?

DANIELE: Conosco Dario da trent’anni, negli anni novanta venivo spesso chiamato come guest nel club dove lui era resident. Ci accomuna la passione per la musica e il collezionismo di vinili .

D360: L’EP ti vede collaborare con la label Tropical Animals, un collettivo di Firenze che oltre a rendere la scena clubbing in città molto cool e meno turistica ha fatto girare resident come Avalon Emerson, Ross From Friends e ultimamente Michael Byrne. Da dove nasce l’idea?

I ragazzi mi hanno semplicemente chiesto se avessi delle track da poter includere nella loro label e io ho proposto Baldelli&Piana, ecco come è nata la collaborazione con Tropical Animals.

D360: Come descriveresti il sound dell’EP in uscita oggi?

DANIELE: Non c è mai una regola fissa quando pensiamo di comporre una traccia. Il suono si crea sperimentando i suoni  delle macchine insieme ai mille ricordi che ognuno di noi ha nella mente: una memoria piena di vinili ascoltati . Poi quando serve facciamo venire in studio qualche musicista per rifinire il tutto.

D360: Hai vissuto, fatto e fatto da apripista nella musica da discoteca per molti decenni. Puoi confrontare come sono cambiate le cose?

DANIELE: La grande differenza rispetto al passato è che un tempo un disco durava tutto l’anno. Non c’erano i media, quindi non vedevi l’ora di andare ad ascoltarlo in discoteca . [Oggi invece] C’è una super produzione di musica…non sempre di qualità … quindi si crea molta confusione… e se non c è cultura la musica diventa qualcosa di “usa e getta “ … quindi il concetto di musica fast food .

D360: Puoi darci tre album in vinile per ogni decennio della tua carriera?

DANIELE: Ho cominciato nel 1969 ed a quel tempo si usavano solo 45 giri nei club. James Brown , Wilson Pickett , Etta James.Ovviamente io a casa ascoltavo Pink Floyd, Jimi Hendrix e Frank Zappa. Ma anche Crosby Still Nash & Young … e il Jazz .

Anni 70 : PLAYER ASSOCIATION  – Turn the music Up . MIROSLAV VITOUS – Magical Shepherd  . GIORGIO MORODER – From Here To Eternity.

Anni 80 : TALKING HEADS – Remain in Light . CLARA MONDSHINE – Memory Metropolis . WALLY BADAROU – Echoes .

Anni 90 : LEFTFIELD – Leftism . INCOGNITO – Tribes,Vibes And Scribes .PRIMAL SCREAM – Screamadelica .

……and the beat goes on ……

D360: In che modo Fela Kuti ha influenzato la musica dance secondo il tuo punto di vista?

DANIELE: Sicuramente Fela, con la sua Afro Beat, ha avuto una grande influenza sulla creatività di tanti musicisti.  E allo stesso tempo ha influenzato gli appassionati del dancefloor.Penso di averli tutti i dischi di Fela , e sicuramente influenzavano anche me quando contaminavo  i miei djset di musica elettronica al Cosmic con i suoi brani .

D360: Come sono cambiati i club da quando hai iniziato?

DANIELE: Non c’era mixer, nè monitor, nè cuffia , ne regolazione di velocità . Semplicemente avevo due giradischi e due volumi  … e mettevo un disco dopo l’altro senza necessità di mixare. Mi ricordo che durante l’estate dal 1969 al 1975 lavoravo tutte le sere al Tabù Club  (Cattolica – Rimini – Italia) dal 15 maggio al 30 settembre . Tutte le sere pieno di gente. A quei tempi il club era l’unica attrattiva per ballare, bere, incontrarsi !!!  L’altra scelta era di andare al cinema .

D360: Qual è il tuo club preferito dove hai suonato?

DANIELE: E’ una domanda difficile…perché ogni club ha la sua particolarità ! Ovviamente il Tabù Club, perché è stato il primo, dal 1969 al 1976. La Baia degli Angeli 1977/1978, il tempio della disco e philly sound . .Il Cosmic dal 1979 al 1984 dove ho sperimentato tutti i generi musicali . Il Fura a Desenzano sul Garda dal 1996 al 2000 tutti i venerdì con funk e acid jazz . E poi Londra, Manchester, Parigi, Tokyo , Sydney Opera House , Moma PS1 New York , Dimension Festival , Dekmantel Amsterdam , Panorama Bar -Berlino. In qualunque posto vado , che sia un club da 100 persone , o una grande location da 2000 persone , noto che il feeling che si crea con il pubblico è sempre positivo !  ( Probabilmente mi posso considerare un dj fortunato !?!? )

D360: Si dice tanto che i Millennial stiano perdendo qualunque interesse per l’uscire e fare serata, tu come ti rapporti nei confronti di questo fenomeno, dato che fai esattamente il contrario da… tutta la vita?

DANIELE: Al momento trovo sempre pieno ovunque vado….ho tanti fan old school … ma  vedo che mi stanno seguendo sempre più anche le nuove generazioni !!!

D360: Con chi vorresti fare un back to back nello spazio-cosmo?

DANIELE: Sarebbe stupendo con James Brown! Ma anche con Al di Meola  e magari anche con Herbie Hancock e con Ryuichi Sakamoto!