Culture

Cos’è la mascolinità nell’era #metoo?

25.09.2018 | By ELENA LONGARI

Dal 1998, 17,700,000 donne hanno denunciato una molestia sessuale. 

Ecco cosa dice il sito del movimento #MeeToo come principale titolo di testa.

Se siete uomini, ci sono buone possibilità che anche se non siete uno degli aggressori, potreste conoscerne uno, lui è uno dei vostri colleghi, o amici di palestra, o addirittura il vostro fratellastro. Fondato nel 2006 da Tarana Burke, ‘empowerment through empathy’

Quello era l’inizio.

Da allora, tutto si è trasformato in una rimodellazione globale dell’immaginario collettivo di uomini e donne, di come parliamo di uomini e donne, di come gli uomini parlano delle donne e ora di come il mondo dovrebbe vedere gli uomini. In un’epoca in cui il femminismo – a volte percepito come rabbia femminile – è uno dei temi di maggiore tendenza del 2018.

Harvey Weinstein, Kevin Spacey sono arrivati dopo che Trump si vantava di molestare sessualmente le donne. Adam Levin ha realizzato una canzone intitolata ‘Girl like you’ in cui alcune delle ragazze dei vari cameo presenti nel video indossano una maglietta con scritto ‘Always Speak Your Truth’. L’Ocean Franchise è uscito con un cast tutto al femminile, dimostrando che l’empowerment femminile è anche un dovere dell’industria cinematografica.

Quindi, come sempre, la corrente potrebbe indebolirsi e il buzz inizia a farsi sentire. Solo una settimana fa l’attore Sean Penn ha dichiarato in un’intervista alla NBC:

Lo spirito di gran parte di ciò che è stato il movimento #MeToo è dividere uomini e donne

Questa è la trasformazione e il clima sociale e culturale e che la società sta affrontando, nel suo ciclo di vita in cui A influenza B e C influenza A. Quest’ultima fase è in corso. Ma c’è di più.

Essere un uomo non ti rende uno di quelli che hanno attaccato, aggredito, molestato, palpeggiato una donna. Qual è la vostra posizione quindi?

Voi e molti altri uomini siete in una posizione difficile in cui esprimere mascolinità, esprimervi in modo uniforme, è spesso frainteso, scambiato per sessismo, per qualsiasi cosa che possa offendere le donne, qualsiasi cosa per cui il #metoo non mostri ‘simpatia’.

Quindi, la questione è, come è stato studiato da The Future Laboratory x IGGYLDN, riconsiderare la mascolinità. Forza versus morbidezza, e i comportamenti maschili che possono essere associati con una o con l’altra. Questa ricerca ha l’obiettivo di esaminare:

I brand che cambiano le carte con il Girlswear for Boys, come entrare in contatto con il nascente Mature Men’s Beauty Market, la versione più soft della mascolinità che conquista l’Asia dell’est e l’occidente, e i giovani influencer che ridefiniscono l’identità maschile.

Il focus è ovviamente quello di:

creare segnali e modelli che permettano ai bambini di vedere una ‘mascolinità’ più grande e di maggior successo che non sia legata al salvataggio della principessa – o alcun tipo di dominio o controllo – ma che ruoti attorno alla generosità e alla cura

Dice l’autore del report Peter Maxwell.

Indossare il rosa per un bimbo e jeans larghi per una bimba. Sono queste le richieste che vengono fatte ai brand? O è parte di quello che la discussione sul gender ha chiesto alla moda di fare? Forse la domanda dovrebbe essere un’altra.

Se le donne vogliono raggiungere empowerment e libertà di espressione in tutti i modi che desiderano, tra cui vestirsi in modo non stereotipico, perché gli uomini non dovrebbero poter fare lo stesso?

 

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La nostra risposta però, per quanto possa sembrare cinica, vuole essere la spiegazione più facile che ci sia:

Gli uomini che pensano che mostrare i propri sentimenti sia da deboli, gli uomini che pensano che ascoltare sia noioso, gli uomini che pensano che mettersi i leggings non sia da uomini, gli uomini che pensano che fare una torta non sia da duri, gli uomini che pensano che lo yoga sia da femminucce, gli uomini che pensano che la skincare sia da queer.

Gli uomini che pensano ‘Boys Don’t Cry’.

Tutto ciò è tossico, mascolinità tossica.

 

Le donne però non hanno mai espresso preferenze su questi comportamenti. Anzi, se gli uomini interrogassero le donne, scoprirebbero che preferirebbero che gli uomini mostrassero le loro emozioni e non si tenessero tutto dentro. E anzi, che è super cool mettersi i leggings (ecco qui i nostri consigli e quelli di David Beckham sui look streetstyle).

Nel 2017 Axe ha pubblicato la campagna ‘Is it OK for guys…’ con l’intento di adattare l’immagine del brand a una società che ha bisogno di altro oltre che video di ‘ragazzi che vengono inseguiti dalle ragazze’.

Molti altri brand ci stanno suggerendo una nuova idea di mascolinità moderna, ma Axe ha fatto qualcosa in più, cambiando le carte in tavola. Uno dei brand che tutti possiamo ritenere responsabili della creazione di stereotipi di mascolinità tossica, ora si sta riscattando abolendo le stesse regole sulla mascolinità che un tempo aveva suggerito a milioni di ragazzini in tutto il mondo.

 

I brand magari insinuano che gli uomini devono guidare macchine veloci per fare colpo sulle donne – ragazzi, vi sbagliate di grosso!!!

 

Ma quello è un altro scenario, molto più difficile da penetrare. Anche se i 3 ragazzi di Top Gear, ora Grand Tour su Amazon, potrebbero essere sulla giusta strada per il successo nel riscattarsi dagli scherzi sulle donne che non sanno guidare: il loro iconico Stig – la cui identità non è mai stata rivelata – sempre rappresentato come uomo, in realtà è una lei. E sì che sa guidare.

 

Ecco la direzione da prendere, #youtoo.