Points of view

#CONTEMPORARY – Mostre illuminate

28.02.2018 | By Mr Whisper

Quando pensavo alla parola contemporary, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata la sua associazione col mondo dell’arte. E’ stato al tempo del college che è nato il mio interesse e apprezzamento per l’‘arte contemporanea’, per il suo approccio non uniforme e non convenzionale. Il fatto che l’arte potesse legarsi alla tecnologia e prendere una forma fisica ha attirato la mia attenzione. Il mio stile preferito di arte contemporanea è probabilmente l’installazione, per ragioni che spiegherò più avanti nell’articolo.

Quindi, come avrete intuito, parlerò di due esperienze di installazione recenti, che mi sono subito venute in mente quando ho pensato alla parola contemporary.

La prima è stata l’installazione audio-visiva incredibilmente ipnotica dell’artista giapponese, compositore e arch data manipulator Ryoji Ikeda. Ero stato invitato a un’anteprima vuota di questa creazione negli Store Studios di Londra, e dopo aver visto il video su YouTube di questo lavoro, sapevo che dovevo assolutamente andarci. Quindi, quella mattina, mi sono diretto verso lo spazio espositivo con il mio amico Michael che era in visita da Berlino. Quando siamo arrivati ci hanno chiesto di toglierci le scarpe prima di accedere all’installazione. Pensavo di sapere cosa aspettarmi dato che avevo visto il video, ma una volta effettivamente immerso nello spazio, sono stato sopraffatto. Le luci tremolanti inizialmente difficili da identificare mi ricordavano le luci stroboscopiche di un club, erano un po’ disorientanti dato che erano proiettate sul pavimento ed erano l’unica fonte di luce in tutto l’ampio spazio dello studio.

Insieme all’audio che ricorda le interferenze statiche dei vecchi televisori o radio, la sensazione era quella di un sovraccarico sensoriale completo, stranamente soddisfacente. Penso che fosse perché non avevo mai visto nulla di simile prima. In primo luogo, abbiamo camminato lungo il perimetro del pavimento strobato, cercando di familiarizzare con questo ambiente particolare e guardando le reazioni degli altri. Poi ho camminato su e giù per il pavimento di nuovo, è stata un’esperienza surreale perché la mia vista faticava a mettersi a fuoco. Alla fine mi sono seduto nel mezzo e ho iniziato ad assorbire questa esperienza audiovisiva.

Cominciai a sentirmi come se fossi stato trasportato in un altro mondo, specialmente guardando altre persone, sembrava quasi che anche loro stessero vivendo un’esperienza cosmica. Successivamente, sono tornato indietro e mi sono seduto alla fine del piano ipnotico per cercare una prospettiva diversa, una visione più ampia, ed è stato a quel punto che finalmente ho tirato fuori la mia macchina fotografica, l’ho posizionata sul pavimento strobato e ho iniziato a scattare foto. Non cosa facile in quel contesto, ma i risultati sono stati piuttosto interessanti. Alla fine di una scheda di memoria da 32 GB e passata un’ora abbiamo deciso di andarcene. Non potevo credere che fosse passato così tanto tempo, ma immagino che questo sia ciò che rende fantastica un’installazione, qualcosa che regali una reazione così emotivamente coinvolgente da perdere la cognizione del tempo. E’ certamente un’opera che non dimenticherò e non vedo l’ora di vedere cosa ci riserverà Ryoji Ikeda in futuro.

La seconda installazione, o piuttosto serie di installazioni, contemporanea è quella che ho visto al festival di luci di quest’anno chiamato ‘Lumiere London’. Questo festival incredibile era composto da oltre 50 opere di artisti britannici e internazionali distribuite nella capitale per mettere in mostra la sua iconica architettura e le sue strade. Nell’arco di quattro serate la città si è trasformata, il progetto mirava a sfidare il modo in cui percepiamo gli spazi pubblici. Questa è stata la seconda volta che il Festival si è svolto a Londra dopo il successo della prima edizione nel 2106, che ha attirato oltre 1,3 milioni di visitatori, ma questa volta ha occupato una zona più ampia, coprendo sia il nord e che il sud del fiume.

Per quei pochi giorni sembrava che la città fosse diventata un grande spazio espositivo e nonostante le temperature estremamente basse, nelle strade si sono riversate migliaia di persone. Una mostra in forma contemporanea e un bellissimo regalo sia per i londinesi che per i turisti. C’era una sorpresa dietro quasi angolo, edifici iconici come Westminster Abbey erano illuminati da una mappatura di proiezione ipnotica e le erano strade piene di varie installazioni appariscenti. Il fatto che fosse tutto gratuito esponeva molte persone a queste opere stimolanti.

Il primo giorno del festival sono andato a Kings Cross perché ero stato invitato a visitare alcuni lavori da punti di osservazione esclusivi. A causa di grandi ritardi della metro ho perso l’incontro e sono rimasto da solo in giro per l’esibizione esterna, cosa che si è rivelata essere piuttosto piacevole. Ho visto otto su undici pezzi visitabili nell’area. La mia opera preferita è stata ‘Waterlicht’ di Daan Roosegaarde dall’Olanda. Nella sua visione illuminata ha creato un paesaggio da sogno usando l’ultima tecnologia LED per farci riflettere sull’acqua all’interno della nostra vita urbana. L’installazione mostrava onde laser che sciabordavano almeno dieci piedi sopra le nostre teste. Rappresentavano un’inondazione virtuale, rivelando l’altezza potenziale delle inondazioni se finissimo per ignorare gli avvertimenti relativi al controllo del clima. È stata un’esperienza totalmente coinvolgente, con lo smartphone ci si poteva sintonizzare sulla colonna sonora che accompagnava l’installazione.

La sera seguente, sono andato a vedere ‘The Wave’ di Vertigo (nella foto), istallata in un bellissimo scenario di Londra. Ancora una volta, come potete vedere, brulicava di gente che passava nel tunnel triangolare che rispondeva al movimento con una varietà di luci: la sensazione che si provava era di una sorta di potenza, con la percezione di avere poteri superumani. 

Le opere qui descritte sono tutte grandi esempi di cosa sia l’arte contemporanea per me, specialmente quando strabocca dagli spazi delle gallerie ed entra in contatto con gli ambienti della nostra vita quotidiana. C’è qualcosa di veramente emozionante nel trasformare qualcosa di ordinario in qualcosa che stimola i sensi, ed è esattamente quello che io provo a creare con la mia fotografia. Specialmente nel caso della Lumiere London, durante la quale Londra è stata trasformata in un’enorme mostra all’aperto per qualche serata. Non vedo l’ora che torni un giorno e sono curioso di sapere cosa questi artisti hanno in serbo per noi.