Culture

Ciao, sei un essere umano?

05.11.2018 | By NICK GREEN

Bumble. Happn. Hinge. Wingman. OKCupid, Double. Tastebuds. Badoo. Coffee Meets Bagel. E poi c’è il meraviglioso Tinder. L’elenco delle app d’incontri è lungo e sempre in crescita.

Digital Trends ci dice che ‘Le app per appuntamenti fanno abbastanza schifo… Nonostante questo, sono diventate il modo normale per conoscere e uscire con le persone.’ L’articolo prosegue elencando le 10 migliori dating app del 2018.
Se avete un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, probabilmente avete usato o usate un’app per appuntamenti. Anche se avete più di 35 anni, c’è una buona probabilità che gli appuntamenti online non siano una novità per voi – divorziati, ancora single o altro.

Sembra che ora l’online dating abbia utilizzi più seri – e potenzialmente letali: gli agenti di Hamas, come riporta il The New York Post, si sono recentemente spacciati per giovani donne su finte app di incontri per sedurre i soldati israeliani e raccogliere informazioni dai loro telefoni.
Qualunque sia la nostra motivazione, seria o sexy, tutti abbiamo un profilo. I nostri occhi si incontrano su internet e boom – partono scintille. Oppure no. Non c’è modo di evitarlo: la tecnologia ci unisce e continuerà a unirci per molto tempo. Oppure no. Solo il tempo potrà dirlo. E’ la favola della buonanotte.

Parlando di tempo: cosa succederà nel futuro? Che ruolo potrebbe giocare la tecnologia nel mondo degli appuntamenti negli anni, nei decenni e nei secoli a venire? Non sto parlando della tecnologia di mediazione – le app e Internet. Sto parlando di qualcosa di molto più vicino a Blade Runner. Sto parlando di te.

È il 2518 d.C. Conosci qualcuno online (tramite, ad esempio, il tuo Cortex Online Augmentation COA – fondamentalmente un modem nella tua testa). Incontri questa persona fisicamente. Diventate amici. Magari vi innamorate. Magari volete avere figli con questa persona. È allora (o probabilmente molto prima di allora) che scopri che questa persona non è una persona. È AI. Un robot. ‘Androide’ potrebbe essere un nome migliore – che significa senza genere. Nell’improbabile eventualità che tu stia ancora parlando al tuo nuovo amico-a/vero amore, la parola ‘tu’ deve cambiare con ‘esso’ nelle tue conversazioni con, beh… esso.

 

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Cosa fai? Come ti senti? E lo stato saprebbe come ti senti tramite il tuo COA?
Mentre nel 2018 uno scenario simile sembra ancora fantascienza, i recenti progressi nella robotica umanoide suggeriscono che potrebbe essere più che possibile. È anche più che probabile. È inevitabile.

Sul serio.

Probabilmente hai visto correre e saltare – e addirittura fare una capriola all’indietro – il robot umanoide Atlas di Boston Dynamics. Se non lo hai visto, guarda qui. È una cosa illuminante. Magari pensi: ‘Certo. Ma non c’è modo che uscirò con un congelatore che prende steroidi.’ E avresti ragione. Atlas è ovviamente un robot. Sembra goffo e limitato. Ma confronta Atlas con il primo cosiddetto computer, creato da Charles Babbage nel 1822. Ora confrontalo con il tuo laptop. Questo è il tipo di salto che possiamo aspettarci faranno le forme di vita sintetiche in un periodo di tempo simile. Ma i progressi nell’AI e nella robotica vanno a un ritmo esponenziale. Più velocemente cambiano, più velocemente cambiamo noi.

 

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Ora immagina una causa esemplare. La Signora Jones presenta una domanda di divorzio al Signor Jones sulla base del fatto che è stato ripetutamente infedele. Niente affatto, dice il Signor Jones: sono stato con un sex-bot. Ho lo scontrino di BotMart – vedi? Beh, a me non importa, risponde la Signora Jones: sono emotivamente ferita come lo sarei se avessi avuto rapporti con la Signora Smith, perché il sex-bot è indistinguibile da un essere umano. Come si svilupperà questa causa? Cosa deciderà il giudice? Ancora una volta – è solo una questione di tempo che ci separa da una causa simile.

Davvero.

Quando la vita biologica si ‘fonderà’ con la vita artificiale, la qualità della vita delle persone sarà migliore? Come per tutto il resto, non c’è un’unica risposta; le situazioni sono molteplici – alcune buone, altre cattive e altre un po’ buone e un po’ cattive. Appuntamenti nel 2518 d.C: cosa succede? Come reagirai? Probabilmente ti sentirai molto turbato e abbastanza umiliato. Potresti anche goderti l’esperienza. Siamo tutti molto diversi.

Il film Ex Machina (2014) esplora questo scenario. Suggerisce che innamorarsi di un androide è l’ultimo passaggio del test di Turing per quell’androide. Il fatto che l’androide di cui si innamora Caleb (Domhnall Gleeson) sia interpretato da Alicia Vikander è significativo. È la bellezza di cui ci innamoriamo? È l’amore di cui ci innamoriamo? Forse l’amore è l’unica vera fantasia.

Filosofia a parte (e come sapranno gli studenti di Cartesio, la rappresentazione dell’essere umano come macchina è una questione filosofica) la convergenza della tecnologia con la biologia è una questione del mondo reale che deve essere gestita, e gestita bene. Il nostro futuro e la nostra stessa umanità potrebbero essere in gioco.
Ok. Apro un profilo su Coffee Meets Bagel. Sarà amore made in Taiwan.