Siptown

Bombardino – Livigno

18.12.2017 | By PAOLO BOCCHI

Periodo di piste da sci, di neve fresca, di popolate seggiovie, di isolate malghe, di poetiche baite, di rifugi alpini, di sdraio al sole su terrazze d’alta quota.
Periodo di “bombardino”.
Periodo per dedicarsi a quel momento molto intimo, che quasi dispiace condividere con gli amici: il momento in cui, in montagna, si sente quel desiderio di caldo in corpo, dovuto a un misto di stanchezza-freddo-svogliatezza-sensazione di vacanza-rilassamento-calo di zuccheri. È allora che si decide di raggiungere “il rifugio” adatto al momento bombardino.
Si parcheggiano gli sci all’esterno. Si allenta la tensione degli scarponi. Si tolgono i guanti.
E si ordina. Bombardino. Ergo: zabaione caldo, panna, brandy, caffè.
Questa la ricetta originale, pare inventata presso il rifugio Mottolino, nei pressi di Livigno.
Una vera e propria “bomba”, dicendola “alla Fantozzi”.
Quando il “bombardino” arriva, prima nello stomaco e poi “in testa”, tutto, intorno, cambia. Tutto appare più rilassato, più caldo, più cozy.

Un post condiviso da Pietro (@bastianmarir) in data:

Ad alta quota, con la neve a fare da cornice alle vette, nulla è più “a tema” di un bombardino.
Anche nelle sue varianti. Nel classico, per fare più in fretta, viene spesso usato il Vov, come zabaione. A questo liquore, inventato dal pasticcere Pezziol nell’ormai lontanissimo 1845, si possono aggiungere anche il wiskey (ottendendo così “lo scozzese) o del rum (ottenendo “il pirata”).
Una spolverata di cacao non guasta, e rende il momento bombardino ancora più euforico.