Culture

Anni Albers e le donne dimenticate del Bauhaus

07.11.2018 | By MILLY BURROUGHS

““Ci sono molti artisti contemporanei che hanno esibito il loro lavoro alla Tate facendo esplicito riferimento ad Anni Albers, quindi sembra un buon momento per lei.”

La curatrice Ann Coxon ha lavorato per più di due anni sull’estesa retrospettiva di Anni Albers di Tate. Affacciato sulle rive dell’iconico fiume Tamigi, l’edificio della Tate Modern, all’origine una centrale elettrica industriale, ospita attualmente la prima grande esposizione nel Regno Unito della Albers, designer tessile e maestra del Bauhaus.

Ci sono voluti circa due anni per allestirla”, spiega Coxon. “E’ stato ovviamente un grande progetto, con un team di persone che si sono unite e hanno lavorato alla realizzazione della mostra.”

La mostra, che sarà aperta fino alla fine del gennaio 2019, racconta la storia della tessitrice e designer tessile rivoluzionaria. Oltre a consentirci di esplorare i suoi processi e strumenti (tra cui uno dei suoi telai originali), ci sono esempi delle idee che ha creato che sono diventate pietre miliari nel mondo del design e che vengono utilizzate anche oggi.

Coxon spiega, “C’è un tessuto che ha realizzato su commissione per Knoll che era inteso come tessuto da arredamento – è un classico design della Albers chiamato Eclat e Knoll lo ha riportato alla luce, così ora si può comprare al metro per foderare il divano per esempio. Presenta una serie di disegni, disegni triadici, che ha creato utilizzando triangoli e carta millimetrata, creando forme diverse con i triangoli. Ne vedo echi dappertutto, mi sembra davvero molto in stile 2018, questo motivo geometrico e astratto con un sapore della metà del secolo, mi sembra molto attuale”.

Anni Albers
Rug 1959
Wool hand woven
1220 x 1650 mm
Herbert F. Johnson Museum of Art, Cornell University
© 2018 The Josef and Anni Albers Foundation / Artists Rights Society (ARS), New York/DACS, London

Nel corso di tutta la mostra ci sono riferimenti al senso della comunità femminile incubata presso la famosa scuola d’arte Bauhaus, dove la Albers ha iniziato come studentessa e dove in seguito ha insegnato. Anche se molte studentesse sono diventate personalità influenti nel loro campo, sembra che le donne della scuola venissero incoraggiate a perseguire campi tradizionalmente più ‘femminili’.

“La risposta alla questione del genere è complicata.”

“Ci sono resoconti contrastanti, a seconda di cosa leggete, sul fatto che le donne siano state attivamente scoraggiate dal prendere parte in altri workshop o se abbiano semplicemente scelto spontaneamente di tessere’, afferma Coxon. “Ovviamente ci sono state persone come Marianne Brandt che sono uscite dagli schemi e hanno lavorato col metallo. Il Bauhaus era una scuola d’arte, era un posto complicato. Al suo interno esistevano voci diverse e influenze diverse e molto spesso c’era un conflitto di idee all’interno di ciascun workshop.”

Allora, chi erano le donne del Bauhaus, e perché non ne sentiamo parlare più spesso?

Anni Albers

Combinando l’antica arte della tessitura a mano con il linguaggio dell’arte moderna, la Albers ha trovato, all’interno di questo mezzo, infinite opportunità di espressione della vita moderna. Nata a Berlino, si iscrisse alla scuola del Bauhaus come studentessa nel 1922. Qui incontrò per la prima volta figure moderniste come Wassily Kandinsky e Paul Klee, così come il suo futuro marito, il famoso artista Josef Albers.

Anni-Albers-in-her-weaving-studio-at-Black-Mountain-College-1937

Marianne Brandt

László Moholy-Nagy, professore, pittore e fotografo del Bauhaus, ha riconosciuto il talento creativo della giovane Brandt nelle prime fasi della sua formazione. Con il suo sostegno e il suo incoraggiamento, si è dissociata dagli stereotipi di genere e ha studiato metallo, workshop di dominio maschile, raggiungendo presto un maggiore successo rispetto ai suoi compagni. Gli oggetti in metallo per l’uso quotidiano della Brandt sono ancora un marchio del Dessau Bauhaus e lei viene celebrata non solo come pioniera della lavorazione dei metalli, ma come donna ampiamente riconosciuta in un’industria a forte dominio maschile.

Gertrud Arndt

Indubbiamente ispirata da artisti del calibro del fondatore del Bauhaus Walter Gropius, l’ambizione di Gertrud Arndt era di diventare architetto, ma all’arrivo al Bauhaus nel 1923 scoprì rapidamente che le lezioni di architettura non facevano ancora parte dell’offerta della scuola. Invece, ha iniziato a creare tappeti con motivi geometrici nel laboratorio di tessitura. Notoriamente, uno di questi disegni tessili ha adornato il pavimento dell’ufficio di Gropius. Nonostante la sua arte tessile, la Arndt ha affinato l’arte fotografica al di fuori dei laboratori strutturati del Bauhaus.

Gunta Stölzl

“Nulla mi ostacola nella mia vita esteriore, posso darle la forma che voglio io.”

Questa è un’annotazione della Stözl, una delle tante che la giovane creativa ha scritto sul suo diario. “Un nuovo inizio. Inizia una nuova vita”, si legge su un’altra pagina. Una dei primi membri della scuola del Bauhaus, Stölz aveva 22 anni quando si iscrisse nel 1919. Anche così giovane, e donna in un campo dominato dagli uomini, aveva fede nella natura radicale dell’istituzione di Gropius e sentiva che sarebbe stata fondamentale per la sua crescita. Sebbene abbia esplorato una serie di pratiche, è stato il suo complesso stile con patchwork di modelli e mosaici caleidoscopici che ha catturato l’attenzione dei suoi insegnanti e colleghi. Questi disegni audaci sono poi diventati i rivestimenti delle sedie di Marcel Breuer, oltre a meravigliosi arazzi e tappeti.

Margarete Heymann

Ammirevolmente determinata a soli 21 anni, la Heymann ha seguito l’esempio della Brandt resistendo al dovere di seguire altre donne nel laboratorio di tessitura e persuadendo il fondatore della scuola, Gropius, a farle prendere parte al laboratorio di ceramica. Questo è il campo in cui iniziò a formare il suo stile unico, creando oggetti angolari formati da cerchi e triangoli e decorati con motivi costruttivisti. Purtroppo, la Heymann lasciò il Bauhaus circa un anno dopo a causa dei conflitti con il suo tutor Gerhard Marcks, ma in seguito lei e suo marito hanno fondato il laboratorio Haël-Werkstätten, dove hanno prodotto i suoi design e sono diventati molto famosi.

Andate a vedere Anni Albers alla Tate Modern fino al 27 gennaio 2019.