Musica

Alva Noto: il cosmonauta del suono

24.04.2019 | By PAOLO BOCCHI

Si chiama Carsten Nicolai. È conosciuto ai più con il nome d’arte di Alva Noto.

È uno scienziato del suono, non un deejay EDM. La sua ricerca musicale parte

dalla Grecia di Pitagora e arriva al Guggenheim di New York.

 

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Alva Noto ha dato immagine al suono. E non viceversa, come spesso accade,

da prassi consolidata.

Perché Alva Noto non è uno da “prassi”, da “abitudine”, da “consuetudine”.

Alva Noto è figura poliedrica, complessa, àlgida.

Noto è sfuggente.

Specialmente se lo si posiziona all’interno dell’odierno mondo EDM,

composto in gran parte di deejay-starlette-chiavette.

Alva Noto è un “personaggio-non-personaggio”; è diverso.

Non solo deejay.

Non solo musicista.

Non solo produttore.

 

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Un post condiviso da NOTON (@notoninfo) in data:

Alva Noto è “oltre”: assomiglia un po’ al Rutger Hauer di Blade Runner, quel Roy Batty che, guardando verso l’infinito, sussurra, intensamente, la storica frase: “…e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia…

Alva Noto è atipico, in tutto e per tutto; di lui si ama quel suo essere sempre in precario equilibrio, a danzare mentalmente sulla sottilissima linea che divide “il groove” dalla “sperimentazione”. Una danza difficile, per questo intrigante. E appassionante.

 

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Un post condiviso da Contemporary Art Only (@the_best_contemporary_art) in data:

Alva Noto, sul palco, mentre si esibisce davanti al pubblico, sembra spesso un genio matematico, concentratissimo e pro-teso verso la ricerca di una difficilissima e ancor sconosciuta formula salvifica, per l’umanità tutta.

Alva Noto è un musicista-scienziato; uno che “disegna” la musica, rappresentandola

in tempo reale, mentre la suona, in presa diretta.

La sua è una ricerca in costante evoluzione e in perenne sviluppo.

E deriva dagli studi di altri personaggi parecchio importanti; gente del calibro di Pitagora (matematico), Galileo Galilei (fisico-filosofo-astronomo), Ernst Chladni (fisico), Hans Jenny (medico), Rudolf Steiner (scienziato), James Gleick (autore del libro Chaos: making a new science).

 

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Un post condiviso da Karen O’Neill (@_kostudio_) in data:

Si parla di “cimatica”, dal greco “kymatica”, che sta a significare “studio delle onde (kyma-onda). Si tratta, in pratica, di questo: pensate a una superficie piana, una lastra, una membrana; ora immaginate di cospargere la superficie con polvere, farina, sabbia fine; aggiungete adesso la musica, le vibrazioni del suono: la polvere (o la farina, o la sabbia) inizia a spostarsi, a muoversi, formando un reticolo di linee, che assumono in pochissimo tempo,

per veri e propri “attimi”, la forma di meravigliosi disegni astratti, cha appaiono e scompaiono con, appunto, la velocità del suono.

Questi disegni, che si formano grazie alle vibrazioni emesse dal suono, musicale e non, prendono forme che ricordano molto i mandala tibetani (anche i mandala scompaiono in un attimo): da qui i paralleli con lo Zen, con il suono del respiro, con il disegno concentrico dell’ancestrale vocalizzazione sanscrita “OM”, e il riferimento alla frase di Pitagora, che riassume “il tutto”, “il concetto”, con parole al contempo semplicissime e complesse: “la geometria delle forme è musica solidificata”.

 

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Un post condiviso da Synth (@synthnapoli) in data:

È la definizione migliore della musica di Alva Noto, l’ha fornita Archimede.

Questo rende l’idea del percorso musicale di Alva Noto, artista-musicista-deejay-scienziato.

Assistere a una performance di Alva Noto è andare a fare un giro nell’antica Grecia,

entrare in una grotta, ascoltare le “onde” del mare, il verso dei gabbiani, il fruscio del vento,

e cercare di dar loro un’immagine scientifica, nodale, momentanea; come l’onda che si infrange. Ecco che, in un solo momento, religione, fisica, new-age, frattali, arte astratta, musica, rumoristica e universo intero si danno appuntamento, regalando a chi ascolta e guarda, l’emozione di aver colto, per qualche secondo, l’immenso infinito del cosmo.

Carsten Nicolai, conosciuto col nome di Alva Noto: cosmonauta del suono.

 

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Un post condiviso da Ocula (@ocula.art) in data: