Culture

1989-2019: breve storia della Cina più vicina

16.04.2019 | By PAOLO BOCCHI

“Piazza Tiananmen. Pechino. 1989. Sembra ieri. Sembra una vita fa. Dal 1989 al 2019,

quella che era una Cina lontana e distante dall’Italia è diventata una Cina sempre più “italiana”

Ecco, in breve, passato e presente di una lunga storia”

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Danielem Esteban Fdez (@danielem.es) in data:

Nel 1989, sugli schermi delle televisioni italiane, a un certo punto del più popolare telegiornale nazionale, comparve, leggermente tremolante, l’immagine di un uomo, magrissimo, che fronteggiava, da solo, un’indecisa fila indiana di possenti carri armati.

Il tutto, spiegava nella sua cronaca l’inviato, succedeva nella lontanissima Pechino.

Si trattava, al tempo, di una Cina ancora molto distante dal suolo e dalle coste italiani.

Nel marzo di questo 2019, Xi Jinping è atterrato a Roma, per incontrare Sergio Mattarella,

al fine di aprire quella che viene diplomaticamente chiamata “via della seta a doppio senso”.

E l’anno prossimo, in occasione della celebrazione del 50° anniversario dell’istituzione delle relazioni diplomatiche, saranno organizzati l’anno della cultura e del turismo italiano in Cina

e cinese in Italia.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Sarah Chen (@sarahchen117) in data:

Vien da dire che di acqua, sotto i ponti, dal 1989, ne è passata parecchia.

E verrebbe da pensare che, forse, sarebbe utile un breve ripasso storico.

Xi Jinping, 65 anni, dal Marzo 2013 è Presidente della repubblica Popolare Cinese.

Xi Jinping, nel corso della sua visita in Italia, si è permesso il lusso di ricordare un passo

di Umberto Eco, che ricalca la frase di Cicerone “Historia Magistra Vitae”:

queste parole ricordano un antico proverbio cinese: dalla storia si impara il presente.

Ecco, la storia.

Ecco, le date.

Sono passati 30 anni dalle proteste degli studenti che lottavano per un cambio democratico

al potere, proteste che riempirono di folla Pechino e molte altre città della Cina, e che terminarono in un sanguinoso scontro armato intorno a Piazza Tiananmen; era il 3 Giugno 1989.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da VH Angell (@1980s_china) in data:

Sono passati 60 anni dalla fallita rivolta del Tibet, e dall’abbandono del Tibet da parte del Dalai Lama, che avvenne il 17 marzo del 1959.

Sono passati 70 anni dalla fondazione della Repubblica Cinese da parte di Mao Zedong.

Sono passati 100 anni dalle proteste studentesche patriottiche del movimento del                    “4 maggio 1919”, manifestazioni che segnarono l’affermazione del nazionalismo cinese.

Nel frattempo, le città italiane hanno visto nascere, crescere e fiorire le varie “china-town”.

Nel frattempo, la Cina, sta invadendo il mondo.

Africa compresa.

Eppure, qualcosa, ancora non torna, in questa eterna primavera cinese.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Pace Gallery (@pacegallery) in data:

Se è vero, come è vero, che abbiamo avuto la possibilità di conoscere il lavoro di molti artisti cinesi, se abbiamo avuto la fortuna di incrociare le opere di parecchi fotografi cinesi, se la Fabbrica 798 è diventata in questi anni prima laboratorio artistico e poi set per sfilate di moda o servizi fotografici, è anche vero che un personaggio come Ai Weiwei, che organizzò nel 1980 la prima esposizione di arte contemporanea in un museo cinese, è stato arrestato e recluso per ben 81 giorni a causa della sua chiara opposizione al regime.

E non è stato libero di espatriare fino al 2015.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Cherrol (@cherrchanfx) in data:

Nemmeno le ultime notizie provenienti da spifferi mediatici all’interno del “drago cinese” sono beneauguranti. Xi Jinping in persona, durante un recente convegno del Partito Comunista, ha chiesto maggiori controlli nei confronti del “Chinese Internet”, già di per sé stesso abbondantemente soggetto a censure di ogni tipo. E ha contemporaneamente auspicato che le giovani generazioni si facciano portatrici sane, e orgogliose, dei valori fondanti del vero socialismo. Tutto questo perché, a parere di Xi Jinping, il Partito è, in questo determinato momento storico, a forte rischio di indolenza, incompetenza e, cosa ancor più grave, di un pericoloso allontanamento dal popolo.

Sounds familiar?

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Normann Shay 🎱🎶✋🏼 (@normannshay) in data: